Il generale critica la reazione politica: dopo le polemiche per una pubblicità, tace di fronte a un delitto che scuote l’opinione pubblica.
Il generale Roberto Vannacci torna a far discutere con dichiarazioni durissime rivolte alla sinistra. Il caso da lui sollevato riguarda l’omicidio di Irina, la giovane uccisa in metropolitana da un uomo di origine africana. «Contro la pubblicità dei jeans American Eagles, a causa della presenza di una bellissima modella bianca, alcune settimane fa la sinistra ha montato un caso accusando l’azienda di razzismo. Ma ora che un nero, in un convoglio zeppo di passeggeri neri (che non hanno mosso un dito), ha ucciso Irina (unica bianca su quel metrò), il silenzio della sinistra è assordante…», ha affermato il generale. Parole che hanno acceso il dibattito politico, riportando al centro il tema della sicurezza e delle reazioni sociali e istituzionali di fronte a episodi di violenza.
Secondo Vannacci, la differenza di atteggiamento da parte della sinistra sarebbe evidente: forti polemiche per una campagna pubblicitaria, ma nessuna presa di posizione di fronte a un omicidio che ha scioccato l’opinione pubblica. Il generale ha sottolineato come la dinamica dell’aggressione, avvenuta davanti a numerosi passeggeri, ponga interrogativi sulla passività di chi ha assistito. Le sue parole si inseriscono in una linea di denuncia già più volte rivolta contro quella che definisce la “doppia morale” della politica progressista italiana.
Le dichiarazioni di Roberto Vannacci non sono passate inosservate e rischiano di riaccendere lo scontro politico. Da un lato c’è chi condivide le sue accuse, ritenendo che il silenzio su episodi di violenza legati a cittadini stranieri sia ingiustificabile; dall’altro, c’è chi lo accusa di utilizzare tragedie per alimentare tensioni e divisioni. L’omicidio di Irina, intanto, resta un fatto che ha scosso profondamente l’opinione pubblica e su cui le autorità continuano a indagare.
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