Il generale commenta la maxi-manifestazione di Londra: per i promotori milioni in piazza contro l’immigrazione, tra cori, bandiere e attacchi al premier Starmer.
Un fiume di persone ha invaso le strade di Londra marciando verso Westminster, in una delle più imponenti manifestazioni contro l’immigrazione che il Regno Unito ricordi. Secondo le stime ufficiali sarebbero stati circa 110mila i partecipanti, ma per gli organizzatori si sarebbe superata la soglia del milione, mentre l’attivista britannico Tommy Robinson ha parlato addirittura di 3 milioni di persone. Bandiere inglesi e Union Jack hanno sventolato lungo il percorso, insieme a cartelli che chiedevano la “remigrazione immediata” e il rimpatrio dei migranti. Nel mirino anche il premier laburista Keir Starmer, accusato dai manifestanti di favorire l’immigrazione a discapito dei cittadini britannici.
Il generale Roberto Vannacci, da mesi protagonista del dibattito politico italiano sul tema immigrazione, ha commentato con toni netti quanto accaduto nel Regno Unito: “110mila in piazza contro l’immigrazione, ma i media tacciono. Per molti erano milioni. Anche in Gran Bretagna la rivoluzione dei patrioti è iniziata”. Parole che hanno immediatamente riacceso il confronto politico in Italia, dove Vannacci continua a spingere sulla necessità di una svolta radicale in tema migratorio. Il concetto chiave resta quello della “remigrazione subito”, slogan che riecheggia tanto a Londra quanto tra i suoi sostenitori italiani.
Non è un caso che la manifestazione di Londra abbia avuto una risonanza che va oltre i confini britannici. In tutto il continente, dall’Italia alla Francia, dalla Germania all’Olanda, l’immigrazione è diventata il tema politico dominante, spesso superando perfino le preoccupazioni legate alla crisi economica. I governi si trovano di fronte a una crescente pressione sociale che chiede regole più rigide e controlli più severi. La marcia su Westminster, con i numeri imponenti rivendicati dai promotori, rappresenta un ulteriore segnale di come l’argomento immigrazione stia orientando in maniera decisiva il futuro delle democrazie europee.
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