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Taranto, il dramma della 52enne Elena: “Ho metastasi ma mi hanno rinviato la Tac di 14 mesi”

Quattordici mesi d’attesa per un esame vitale: la storia di una 52enne di San Giorgio Jonico, malata oncologica, lasciata senza controlli fondamentali.

Attesa infinita per una Tac urgente

Novembre 2026. È questa la prima data disponibile per una Tac a cui Elena Di Ceglie, 52 anni, originaria di San Giorgio Jonico, potrà sottoporsi. La donna, affetta da un carcinoma maligno con metastasi, ha iniziato a richiedere l’esame già dall’inizio dell’estate per arrivare preparata alla visita oncologica fissata per febbraio. La risposta dei Cup di Grottaglie e Pulsano è stata identica: nessuna disponibilità prima di oltre un anno. “Come faccio ad aspettare oltre un anno quando ho la visita a febbraio?”, si domanda disperata.

Il tumore di Elena è classificato G3, quindi ad alto grado di aggressività, e negli ultimi anni la paziente ha già affrontato numerosi interventi chirurgici. Sa bene che i controlli sono vitali. “Devo stare sempre sotto controllo, lo sanno tutti i miei dottori”, racconta. Ma i tempi del sistema sanitario si rivelano incompatibili con la sua condizione.

Tra pensione revocata e impossibilità di cure private

Come se non bastasse, nei mesi scorsi l’Inps le ha comunicato la revoca della pensione di invalidità. Secondo la commissione medica non sussisterebbero più i requisiti per il sostegno economico. Una decisione che Elena contesta con fermezza: “Ho ancora le metastasi, faccio controlli continui. Ho un carcinoma maligno, lo sanno tutti i medici che mi seguono. Come fanno a dire che sto bene?”.

Per anni la 52enne aveva potuto rivolgersi al settore privato, pagando di tasca propria visite ed esami per non correre rischi. Oggi però questa strada non è più percorribile. “Prima andavamo avanti da soli, adesso non ci riusciamo più. Mi serve una Tac, e mi danno appuntamento tra quattordici mesi. Come se il tumore potesse aspettare”, denuncia.

Il caso arriva in Regione

Nel frattempo, la situazione clinica non è migliorata. Oltre al carcinoma, è stato individuato anche un fibrolipoma, un tumore benigno che richiede monitoraggio costante. Ma ogni richiesta di controlli si infrange contro la lentezza del sistema. “La visita oncologica ce l’ho a febbraio. Ma se la Tac me la danno nel 2026, a cosa serve quella visita? Devo andarci a mani vuote?”, si sfoga.

Il caso ha varcato i confini della vita privata ed è stato sollevato anche in sede istituzionale. Il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera ha presentato un’interrogazione all’assessore alla Sanità, denunciando la violazione degli accordi firmati nel 2023 per ridurre le liste d’attesa. Quegli impegni prevedevano aperture nei weekend, fasce serali e un incremento della disponibilità di visite ed esami. Ma, secondo il consigliere, molte Asl non avrebbero mai applicato concretamente le misure concordate.

Published by
Lorenzo Costantino

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