Vittorio Feltri ospite di Piero Chiambretti durante la quarta puntata del programma di Rai3 "Donne sull'orlo di una crisi di nervi", Milano, 2 ottobre 2024. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Vittorio Feltri attacca la Cgil e il segretario Maurizio Landini: “Bloccare l’Italia per Gaza non serve, non sarà certo uno sciopero a fermare il conflitto”.
Le ultime mosse della Cgil finiscono nel mirino di Vittorio Feltri. Il giornalista, noto per le sue posizioni taglienti, ha duramente criticato la decisione del segretario Maurizio Landini di proclamare uno sciopero generale per venerdì 19 settembre, in solidarietà con la popolazione palestinese e contro l’operazione militare israeliana a Gaza. «Bene mobilitarsi per la fine della guerra – ha affermato Feltri – ma non sarà certo bloccando completamente l’Italia che si fermerà il disastro che sta avvenendo da quelle parti». Per il direttore editoriale di Libero, l’iniziativa rischia di trasformarsi in pura propaganda senza reali effetti sul piano internazionale.
La scelta annunciata da Landini arriva dopo settimane di mobilitazioni e manifestazioni a favore della causa palestinese. «Il massacro e la deportazione del popolo palestinese vanno fermati, la logica della forza e del riarmo è un pericolo vero per i diritti e la democrazia», aveva dichiarato il leader sindacale, motivando così l’iniziativa della confederazione. Per la giornata del 19 settembre sono previsti presidi, cortei e scioperi di categoria in diverse città italiane, con l’obiettivo di sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sulla gravità della crisi in Medio Oriente.
Ma per Feltri, l’azione non ha alcuna utilità pratica: «Uno sciopero in Italia non cambia i destini di Gaza né di Israele. Non si ferma una guerra facendo saltare i treni o bloccando le fabbriche». Secondo il giornalista, la scelta della Cgil finisce solo per penalizzare lavoratori e cittadini italiani, senza incidere sul conflitto. Parole che si inseriscono in un dibattito sempre più acceso, tra chi vede nello sciopero un segnale politico importante e chi, come Feltri, lo considera una dimostrazione sterile e dannosa.
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