Il leader della Lega difende Israele su i24 News, mentre Meloni e altri ministri prendono le distanze dall’assalto dell’Idf a Gaza City.
Intervistato dal canale israeliano i24 News, Matteo Salvini ha ribadito il suo sostegno a Israele, rivendicando il diritto dello Stato ebraico a continuare a “difendersi” da Hamas. “Difendere Israele, il diritto alla vita di Israele significa difendere la libertà e la democrazia. Quindi Israele ha tutto il diritto di garantirsi un futuro sereno”, ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture. Le sue parole arrivano mentre l’Idf conduce nuove operazioni a Gaza City, con un bilancio di devastazioni che ha suscitato condanne da gran parte della comunità internazionale. Salvini, pur ammettendo che la critica ai governi è legittima, ha minimizzato il ruolo dell’Onu, accusandola di antisemitismo e di ostilità di principio verso Israele.
Le posizioni di Salvini hanno evidenziato ancora una volta le divisioni interne all’esecutivo. Da Ancona, la premier Giorgia Meloni ha definito “sproporzionata” la reazione israeliana dopo gli attacchi del 7 ottobre, aggiungendo che “l’Italia non può condividerla”. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa Guido Crosetto hanno preso le distanze dall’invasione dell’Idf, sottolineando che non rappresenta la linea ufficiale del governo. Salvini, dal canto suo, ha specificato di parlare “come capo della Lega e come parte del governo”, non a nome dell’intero esecutivo. Un chiarimento che però non attenua la frattura politica interna, soprattutto sul tema del riconoscimento dello Stato di Palestina, che Meloni considera possibile solo “quando esisterà davvero”, mentre Salvini ha bollato come “un errore clamoroso” ogni ipotesi immediata.
Nel corso dell’intervista, Matteo Salvini ha criticato duramente le istituzioni internazionali. “Per me l’Onu, come alcune istituzioni europee, non sono rappresentative del sentimento comune”, ha affermato, respingendo l’inchiesta che ha certificato le responsabilità del governo Netanyahu nel genocidio dei palestinesi. Ha poi allargato l’attacco a Bruxelles, che ha appena presentato un nuovo pacchetto di sanzioni contro Israele. Infine, ha puntato il dito contro la sinistra, accusata di criticare “una religione, una storia e una cultura” più che un governo. A luglio, Salvini aveva ricevuto alla Camera il premio Italia-Israele, e ora rivendica quella scelta come prova della vicinanza del suo partito a Tel Aviv: “Non è il momento di avere paura, ma di dimostrare da che parte si sta”.
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