La trentina Zoe Anne Guaiti, incinta al sesto mese e madre di due bambini, è morta in dodici ore per un’infezione da Escherichia coli. Aperta un’indagine.
Aveva solo 39 anni e due bambini di uno e sei anni, oltre a un terzo figlio in arrivo. In poche ore, il 5 maggio scorso, Zoe Anne Guaiti, residente ad Arco, ha perso la vita insieme al bimbo che portava in grembo al sesto mese di gravidanza. La tragedia si è consumata all’ospedale Santa Chiara di Trento, dove la donna era stata ricoverata d’urgenza dopo un rapido peggioramento delle sue condizioni. All’origine del decesso un ceppo particolarmente aggressivo di Escherichia coli, come confermato dall’autopsia. “Era un ceppo molto virulento”, ha dichiarato l’avvocata Fiorentina Luna Panteca, che assiste i genitori e il fratello della vittima. La Procura di Trento ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al fine di chiarire le circostanze della morte.
L’autopsia, svolta con il supporto del medico legale modenese Vittorio Gatti, consulente della famiglia, ha escluso responsabilità da parte del personale sanitario. “Non ci sono responsabilità dei sanitari dell’ospedale di Trento, l’intervento dei medici è stato tempestivo, gli antibiotici non hanno avuto alcun effetto su Zoe e non avrebbero potuto fare niente”, ha precisato la legale. Secondo i risultati, il batterio aveva già compromesso in maniera irreversibile l’organismo della giovane madre. L’unica certezza, oltre alla totale estraneità dei medici, riguarda l’origine dell’infezione: il contatto con pollame infetto. Non è chiaro se attraverso il consumo o tramite semplice manipolazione, ma il legame con una confezione contaminata appare evidente.
Restano ancora molti interrogativi sulla provenienza del ceppo batterico che ha ucciso Zoe. Il pubblico ministero Nadia La Femina deciderà se disporre ulteriori accertamenti per individuare con precisione la fonte dell’infezione. “Ho avviato l’inchiesta presentando una denuncia querela proprio perché i miei assistiti volevano conoscere le cause di una morte così repentina della loro cara”, ha spiegato l’avvocata Panteca. I familiari non cercano colpevoli, ma pretendono chiarezza. “Sono stati sempre tranquilli nonostante il grave lutto, non volevano puntare il dito contro l’ospedale. Zoe, però, era una donna sana, non ha mai sofferto di particolari patologie ed ha perso la vita nel giro di dodici ore. I parenti vogliono solo capire come si fa a morire in così poco tempo e così giovane”, ha concluso la legale.
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