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FdI, Donzelli attacca Ilaria Salis, “Rinunci all’immunità e si faccia processare”

Budapest segue Trump e dichiara Antifa “terrorista”. Nel mirino l’eurodeputata Ilaria Salis, che teme l’estradizione. Tajani la difende, Donzelli attacca: scontro politico in Europa.

La mossa di Orban e l’ombra su Salis

Il governo ungherese guidato da Viktor Orban ha annunciato di voler designare il movimento di sinistra radicale Antifa come “organizzazione terroristica”, sulla scia della decisione presa da Donald Trump. Nel mirino di Budapest finisce direttamente Ilaria Salis, eurodeputata italiana di Avs, accusata di aggressione e lesioni in concorso per un pestaggio del 2023 e ritenuta vicina ad ambienti Antifa. “Agenti Antifa sono venuti in Ungheria, hanno attaccato persone pacifiche e poi sono diventati eurodeputati. Ora danno lezioni a Bruxelles”, ha scritto su X il portavoce ungherese Zoltan Kovacs, taggando proprio Salis. Lo stesso Kovacs aveva già rilanciato l’appello della parlamentare pubblicando le coordinate del carcere di massima sicurezza di Marianosztra, dove la deputata era stata rinchiusa per 11 mesi in condizioni definite “disumane” da lei e dal padre Roberto Salis.

Le reazioni politiche e la difesa di Tajani

Le parole del governo ungherese hanno immediatamente sollevato reazioni in Italia. “Non credo che Ilaria Salis sia una terrorista. Non mi risulta che lo sia”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, prendendo le distanze dalla linea di Budapest. Di tutt’altro avviso Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, che ha invitato Salis a rinunciare spontaneamente all’immunità: “Se una persona si fa votare per sfuggire a procedimenti giudiziari, non può lamentarsi se il Parlamento la rimanda ad affrontarli. Se ha coraggio, rinunci lei stessa all’immunità”.

Il voto in Europa e le paure di Salis

Il 23 settembre la Commissione Affari Giuridici del Parlamento europeo (Juri) voterà a porte chiuse la relazione del popolare spagnolo Adrián Vázquez Lázara, che ritiene l’immunità non applicabile ai reati commessi prima dell’elezione. In caso di via libera, la plenaria del 7 ottobre deciderà definitivamente a maggioranza semplice. La stessa Salis, in un’intervista a Repubblica, ha confessato di essere “preoccupata”: “Se mi revocano l’immunità, ripartirà a Budapest un processo farsa, con sentenza già scritta, senza garanzie democratiche. Rischio fino a 24 anni di carcere”. L’eurodeputata teme anche l’emissione di un mandato d’arresto europeo che potrebbe portare alla sua estradizione “subito dopo il voto, a Strasburgo, in Italia o a Bruxelles”. Una prospettiva che lei definisce “terrificante” e che, dice, “rappresenterebbe non solo un attacco personale ma un colpo alla democrazia europea”. Mercoledì 24 settembre è prevista una conferenza stampa a Bruxelles con Salis e Martin Schirdewan, co-presidente del gruppo The Left, per denunciare il “regime di Orban” e lanciare un appello sullo stato di diritto nell’Unione.

Published by
Emanuele Larocca

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