Da New York, Giorgia Meloni ribadisce la linea sul Medio Oriente, critica il Green Deal europeo e rilancia la compattezza dell’Occidente nella crisi ucraina.
Durante la sua visita al Palazzo di Vetro di New York, in occasione dell’80esima Assemblea generale dell’Onu, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la propria contrarietà al riconoscimento dello Stato palestinese in assenza di garanzie concrete di sovranità. «Il riconoscimento della Palestina, in assenza di uno Stato che abbia i requisiti della sovranità, non produce risultati tangibili per i palestinesi», ha dichiarato.
La premier ha aggiunto che «la pressione politica più efficace deve essere rivolta a Hamas, perché è Hamas che ha iniziato questa guerra e impedisce che finisca rifiutandosi di consegnare gli ostaggi». In quest’ottica, la maggioranza presenterà una mozione parlamentare per subordinare il riconoscimento della Palestina al rilascio degli ostaggi e all’esclusione del movimento islamista da ogni ruolo di governo. «Non sono contraria al riconoscimento della Palestina – ha precisato – ma dobbiamo stabilire le priorità». Secondo Meloni, questa linea potrebbe ottenere «consensi trasversali tra le persone di buon senso».
La premier ha affrontato anche la questione climatica, criticando alcune rigidità del Green Deal europeo: «Ci sono passaggi che ho assolutamente condiviso, ma alcuni approcci ideologici hanno finito per minare la competitività dei nostri sistemi produttivi». Per Meloni, occorre «bilanciare sostenibilità e sviluppo economico» rivedendo le politiche multilaterali e gli strumenti a disposizione delle organizzazioni internazionali, che «devono incidere concretamente nei processi decisionali globali».
Sul fronte della guerra in Ucraina, Meloni ha negato ambiguità da parte dell’Europa e ha esortato a un fronte comune: «Credo che dobbiamo lavorare insieme come Occidente se vogliamo portare a casa una pace giusta e duratura». La premier ha sottolineato l’importanza del coordinamento tra Unione Europea e Stati Uniti, ribadendo l’impegno dell’Italia a sostenere sia gli sforzi diplomatici che le iniziative umanitarie e militari a favore di Kiev.
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