Bari & Puglia cronaca

Lecce, 35enne urla e spaventa i passanti poi si accascia e muore davanti alla polizia

Il 35enne Fabio Antonio Scardino, in evidente agitazione, si è accasciato al suolo davanti agli agenti. Disposta l’autopsia per chiarire le cause del decesso.

La tragedia nel centro di Lecce

Attimi di panico nel pomeriggio di martedì 23 settembre nel centro di Lecce, dove un uomo in evidente stato di agitazione ha perso la vita sotto gli occhi dei passanti e degli agenti intervenuti. La vittima è Fabio Antonio Scardino, 35 anni, originario di Martano. L’uomo, a torso nudo, avrebbe cominciato a urlare e importunare persone e commercianti in via San Lazzaro, attirando l’attenzione dei residenti della zona.

Intorno alle 17 è partita la segnalazione al numero di emergenza 112. Pochi minuti dopo sono arrivate sul posto le volanti della polizia. Secondo le prime ricostruzioni, mentre gli agenti tentavano di calmarlo e bloccarlo, il 35enne avrebbe accusato un malore improvviso, accasciandosi davanti al civico 5. La scena ha lasciato attoniti i presenti, che hanno assistito impotenti alla caduta a terra dell’uomo.

Immediato il tentativo di soccorso: alcuni agenti, affiancati da un passante, hanno iniziato un massaggio cardiaco per mantenerlo in vita fino all’arrivo dei sanitari del 118. Nonostante gli sforzi prolungati, ogni intervento si è rivelato vano. Fabio Antonio Scardino è morto poco dopo, senza mai riprendersi.

Le indagini e le prime ricostruzioni

La vicenda ha subito assunto i contorni di un caso delicato. Sul posto sono giunti i sostituti procuratori Alberto Santacatterina e Maria Grazia Anastasia, insieme al questore Giampietro Lionetti. Gli inquirenti hanno immediatamente disposto l’apertura di un’inchiesta e il corpo del 35enne è stato trasferito per l’autopsia, che dovrà stabilire le cause esatte del decesso.

Gli agenti della scientifica hanno effettuato i rilievi e raccolto testimonianze, mentre le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo via San Lazzaro potrebbero fornire elementi decisivi per ricostruire l’accaduto. Secondo quanto dichiarato dalla questura, durante l’intervento non sarebbero stati utilizzati taser, spray al peperoncino o altri strumenti di contenimento, esclusi quindi eventuali metodi coercitivi come causa immediata del malore.

La sequenza degli eventi resta al centro delle indagini, che puntano a chiarire se alla base della morte vi siano fattori legati allo stato psicofisico dell’uomo o altre circostanze.

Il dramma sotto gli occhi della città

La morte improvvisa di Fabio Antonio Scardino ha sconvolto i passanti che in quel momento si trovavano in via San Lazzaro. Molti hanno raccontato di aver visto l’uomo agitato, urlare e infastidire le persone prima dell’arrivo della polizia. L’intervento delle forze dell’ordine, avvenuto in pieno centro, è stato seguito in diretta dai presenti, che hanno assistito alla disperata corsa contro il tempo per salvarlo.

Il caso ora resta nelle mani della magistratura, che attraverso l’autopsia e l’analisi delle testimonianze cercherà di dare risposte definitive ai tanti interrogativi rimasti aperti.

Published by
Claudia De Napoli

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