Otto anni per Ciro Grillo e la rottura con i 5 Stelle: per il fondatore è un colpo durissimo che intreccia dramma familiare e fine politica.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, chi conosce bene Beppe Grillo parla di un “colpo durissimo” difficile da assorbire. La condanna a 8 anni inflitta al figlio Ciro ha segnato profondamente il fondatore del Movimento 5 Stelle, che però continua a difenderne l’innocenza.
Una nuova ferita che si aggiunge a un anno già complesso, iniziato con la rottura definitiva con il partito da lui stesso creato e culminato con la cancellazione del suo ruolo di garante. “Sembra una beffa: tutto quello che poteva andare storto è andato storto. E nel peggiore dei modi”, ha confidato una fonte vicina al comico genovese.
L’ultima uscita pubblica di Grillo risale al momento del distacco dai 5 Stelle. In quell’occasione aveva salutato citando The Truman Show: “Casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte”. Una frase che molti hanno interpretato come un addio amaro alla scena politica.
La perdita del suo ruolo di padre politico coincide ora con il colpo personale più doloroso, che ha scosso la sua vita privata. La ferita familiare rischia di amplificare l’isolamento di un leader che per anni ha catalizzato consensi e rabbia sociale, fino a trasformarli in potere politico.
Solo pochi giorni fa, sul suo blog, Grillo aveva pubblicato un post dal titolo “Chiamatemi Sinbad”, in cui citava il filosofo Ernst Bloch: “Sinbad che naufraga, perde tutto, rischia di annegare ma si aggrappa a un legno e sopravvive”.
Un’immagine che oggi assume un significato ancora più forte. “Non è più tempo di aspettare che il pesce si giri di nuovo e ci offra un’altra illusione di terraferma. È tempo di buttarsi e nuotare insieme verso una riva che ancora non vediamo ma che sappiamo esiste”, scriveva. Parole che sembrano già il riflesso del momento drammatico che sta vivendo.
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