Giuseppe Provenzano del Partito Democratico rilascia dichiarazioni alla stampa al temine della riunione della segreteria del PD, Roma, 07 novembre 2022. ANSA/CLAUDIO PERI
Il responsabile Esteri del Pd accusa la premier di tradire la tradizione diplomatica italiana e chiede una svolta sulla linea del governo in Medio Oriente.
La tensione politica sulla vicenda della Flotilla si accende con le parole di Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, che in un’intervista a La Repubblica ha accusato il governo di inazione. «Sulla Flotilla sventola anche la bandiera italiana, se Giorgia Meloni tenesse davvero al tricolore difenderebbe la barca attaccata dagli israeliani», ha dichiarato. Una replica diretta alla premier, che aveva definito “irresponsabili” i parlamentari saliti a bordo. «Di irresponsabile e pericoloso qui c’è solo non aver fatto nulla per fermare i crimini di Netanyahu», ha aggiunto Provenzano.
Per l’esponente dem, l’iniziativa della Flotilla è «una straordinaria missione umanitaria» condotta «nel rispetto del diritto internazionale» con l’obiettivo di rompere l’assedio a Gaza e soccorrere i civili. Provenzano ha accusato la premier di non difendere i rappresentanti italiani: «Meloni ha promesso di garantire l’incolumità dei nostri connazionali. Invece di insultare i parlamentari, il governo convochi l’ambasciatore israeliano e dica che ogni attacco alla Flotilla è un attacco all’Italia». Ha evocato la necessità di «un momento Sigonella», per ribadire la dignità nazionale messa in discussione.
Provenzano ha anche criticato il ruolo di Fratelli d’Italia, accusando il partito di aver bollato gli attivisti come “filoterroristi”: «Così insultano migliaia di persone che hanno offerto aiuti e il sentimento di un popolo». Un distinguo lo ha riservato al ministro della Difesa Guido Crosetto, che con l’invio di una nave di soccorso avrebbe mostrato «una sensibilità diversa nel governo». Per il dirigente Pd, la linea italiana in sede europea rappresenta un arretramento: «Hanno sempre frenato su sanzioni e riconoscimento della Palestina, isolandoci nel mondo». Il risultato, secondo Provenzano, è che altri Paesi come Francia e Spagna stanno assumendo un ruolo centrale nel dialogo con il mondo arabo, mentre l’Italia rischia di perdere peso nel Mediterraneo.
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