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Giampiero Mughini senza tv e senza soldi: “Vendo i miei libri per mangiare”

A 84 anni Giampiero Mughini racconta la sua vita segnata da difficoltà economiche: costretto a vendere parte della collezione di libri costruita in decenni.
Una carriera lunga e poliedrica, trascorsa tra giornalismo, televisione e scrittura, oggi ridotta all’essenziale. Giampiero Mughini, 84 anni, uno degli opinionisti più discussi e riconoscibili della televisione italiana, ha raccontato in un’intervista di vivere un periodo difficile, lontano dai riflettori e segnato da ristrettezze economiche. L’uomo che per anni ha animato i talk show e scritto libri di successo si trova ora costretto a vendere la sua biblioteca privata, una collezione preziosa che ha accompagnato l’intera sua esistenza.

Una biblioteca diventata risorsa

Per decenni Mughini ha raccolto, catalogato e custodito un patrimonio di circa 20-25mila volumi, tra cui prime edizioni di autori come Cesare Pavese, Italo Calvino, Goffredo Parise, Leonardo Sciascia, Cesare Bianciardi, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini e tanti altri. Libri che hanno rappresentato la sua vera ricchezza e che ora, per necessità, sono diventati una risorsa economica. «Nella vita non ho saputo mettere niente da parte, tranne i miei libri», ha ammesso con la schiettezza che lo ha sempre contraddistinto. A gestire la vendita sarà il libraio milanese Pontremoli, amico di lunga data. Non tutta la collezione sarà ceduta, però: alcuni testi rimarranno con lui per motivi affettivi e culturali. «Ho tre libri di Italo Svevo di leggendaria rarità. E poi i volumi di Umberto Saba, perché su Trieste ho scritto un saggio a cui tengo. Infine i testi di Carlo Dossi, che mi piaceva per com’era. Credo di somigliargli».

Televisione e amicizie svanite

Lontano dagli schermi da anni, Mughini ha raccontato come l’uscita di scena sia stata legata anche a problemi di salute. «Ho avuto problemi fisici. Ora sto bene, ma il medico mi ha detto con chiarezza che devo “gestire” la mia vecchiaia». L’uomo che per decenni ha diviso l’opinione pubblica con la sua ironia e le sue prese di posizione non è stato più richiamato dai programmi televisivi: «Un reality non l’avrei mai retto, ma un talk show sì. Eppure non mi ha cercato più nessuno». Alla lontananza dal piccolo schermo si aggiunge la delusione per i rapporti personali interrotti: «Gli amici di un tempo? Evaporati», ha detto con amarezza.

La scrittura come unica entrata

Oggi la scrittura resta l’unica attività professionale di Mughini. Collabora con Il Foglio, dove pubblica un articolo a settimana. Un impegno che, con l’ironia che non ha mai abbandonato, ha descritto così: «Scrivo un articolo ogni martedì. Con quello ci faccio il digiuno… che dicono faccia persino bene alla salute». Una battuta che nasconde, però, una realtà complessa fatta di difficoltà economiche e di solitudine. L’uomo che ha collezionato libri, parole e apparizioni televisive oggi si ritrova a vivere in un silenzio forzato, interrotto soltanto dalle pagine che ancora scrive.

Published by
Claudia De Napoli

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