Italia & Dintorni

Aiuti a Gaza, Feltri: “Flotilla? Non si può fare i bulli in mare”

Vittorio Feltri contro la Global Sumud Flotilla: i volontari sotto attacco dei droni, mentre il direttore de Il Giornale stronca la missione in diretta tv.

Le parole di Feltri a Dritto e Rovescio

Nella serata di giovedì 25 settembre, ospite di Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio, Vittorio Feltri ha espresso un giudizio durissimo sulla missione della Global Sumud Flotilla, l’iniziativa di imbarcazioni dirette a Gaza con aiuti umanitari. “La Flotilla potrebbe avere un sinonimo, cioè casino”, ha dichiarato senza esitazioni. Secondo il direttore de Il Giornale, l’operato dei volontari è “un casino inutile, totalmente inutile”. Feltri ha rincarato la dose sostenendo che “non si può andare a fare i bulli nei mari che non sono di casa nostra. Protestare in che senso? Con quali risultati, con quali obiettivi?”. Un giudizio che ha diviso l’opinione pubblica, mentre le navi della Flotilla sono state colpite da droni nel tratto di mare tra la Grecia e la Palestina.

La critica alle manifestazioni in Italia

Durante il suo intervento televisivo, Feltri non si è limitato alla vicenda internazionale. Ha infatti attaccato duramente anche le proteste svoltesi in Italia contro il genocidio in Palestina. Pur distinguendo i cortei pacifici dagli episodi di violenza, ha sottolineato con forza la propria posizione: “Andare in piazza per combinare dei disastri, per bloccare la città, significa solo puntare al caos e noi del caos non abbiamo bisogno”. Il giornalista si è detto “esattamente contrario a tutte queste manifestazioni idiote che si svolgono nelle piazze, nelle stazioni, con violenze anche che non sono comprensibili né giustificabili”. Parole che hanno suscitato immediate reazioni, soprattutto tra i promotori delle proteste solidali con Gaza, che hanno interpretato l’intervento di Feltri come un attacco generalizzato.

Gli attacchi contro la Flotilla

Intanto, la Global Sumud Flotilla continua a subire azioni ostili. Dopo il primo raid con un drone incendiario nella notte tra l’8 e il 9 settembre, la missione è stata nuovamente colpita il 23 settembre. In quell’occasione, 14 navi della flotta sono state bersaglio di droni e di lanci di sostanze urticanti, con tre imbarcazioni che hanno riportato gravi danni. Le autorità internazionali hanno invitato i volontari a cambiare rotta per non violare il blocco navale israeliano attorno alla Striscia di Gaza. Il Patriarcato Latino di Gerusalemme ha offerto la disponibilità a ricevere gli aiuti e a trasportarli direttamente nella Striscia, ma l’equipaggio ha finora respinto categoricamente l’ipotesi di deviare dalla propria missione originaria.

Published by
Emanuele Larocca

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