Maurizio Landini annuncia uno sciopero generale in caso di blocco o sequestro della Flotilla. Matteo Salvini replica durissimo: “No al caos in Italia”.
La tensione attorno alla Global Sumud Flotilla, diretta a Gaza per portare aiuti umanitari, si riflette anche sul fronte sindacale. Durante una conferenza stampa alla Camera, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha ribadito la linea dura: “Di fronte al blocco, all’arresto o al sequestro della Flotilla confermiamo che siamo pronti alla proclamazione tempestiva dello sciopero generale”. L’iniziativa, che vede coinvolta anche la Usb, punta a una mobilitazione ampia in caso di intervento militare contro le imbarcazioni. Secondo Landini, un eventuale blocco rappresenterebbe “un attentato alla sicurezza di chi è su quelle barche” e al tempo stesso “un atto di guerra verso chi vuole fare una missione umanitaria e politica per affermare la pace e la democrazia”.
Il leader della Cgil ha definito il possibile intervento nelle acque internazionali “un colpo all’ordine costituzionale fondato sulle carte dell’Onu e sulla convenzione di Ginevra”. Ha inoltre aggiunto che la legge, in presenza di violazioni di questo tipo, “permette la proclamazione in modo tempestivo” di uno sciopero generale. Landini ha chiarito che la protesta sarà organizzata insieme ad altre sigle sindacali “per mettere in campo tutto quello che è possibile in termini di mobilitazione”, sottolineando la portata politica e simbolica di un’azione che, a suo dire, andrebbe ben oltre il caso specifico della Flotilla.
Non si è fatta attendere la risposta del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha affidato ai social un commento perentorio. “Non permetteremo che Cgil ed estremisti di sinistra portino in Italia il caos”, ha scritto, bocciando senza mezzi termini l’ipotesi di uno sciopero improvviso legato alle vicende della Flotilla. Il leader della Lega ha poi concluso con un avvertimento diretto: “Non lo tollereremo”. Uno scontro frontale che si aggiunge alle tensioni già altissime sul piano internazionale e che apre un nuovo fronte di conflitto politico interno.
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