Il giornalista del Fatto ironizza sull’apprezzamento di Donald Trump alla premier italiana, ma la polemica appare più forzata che efficace.
Non accenna a fermarsi la crociata di Andrea Scanzi contro Giorgia Meloni. Dopo aver esultato per la vittoria del centrosinistra in Toscana e difeso la controversa Francesca Albanese, il giornalista del Fatto Quotidiano torna a puntare il dito contro la premier, questa volta per il suo incontro con il presidente americano Donald Trump.
Durante un evento pubblico, Trump ha rivolto alla presidente del Consiglio parole di elogio che hanno rapidamente fatto il giro del mondo: “In Italia abbiamo una giovane donna bellissima. Negli Stati Uniti, se dici che una donna è bella, la tua carriera politica finisce. Ma correrò il rischio. Lei è incredibile e in Italia la rispettano davvero”. Un momento di leggerezza che ha suscitato sorrisi e applausi tra i presenti.
Ma non per Scanzi, che ha colto l’occasione per trasformare la scena in un attacco politico. “Così Trump, testuale, parlando di Meloni. Che splendida storia d’amore! Che grandi momenti di politica!”, ha scritto con tono sarcastico, per poi aggiungere: “Che soddisfazione essere stimati da uno che, cinque minuti prima, si era vantato di aver dato a Israele delle armi pazzesche che ammazzano come nessun’altra”.
Il commento di Scanzi ha scatenato reazioni contrastanti, soprattutto sui social, dove molti utenti hanno sottolineato la natura pretestuosa della polemica. In realtà, l’intervento di Trump era chiaramente un complimento informale, pronunciato con l’ironia e l’enfasi tipiche del suo stile comunicativo.
Eppure, per il giornalista del Fatto, ogni occasione sembra buona per colpire il premier italiano. Una strategia ormai ricorrente che, come fanno notare diversi osservatori, sta diventando sempre più prevedibile. “Scanzi ha bisogno di Meloni per esistere mediaticamente”, ha scritto un utente su X, evidenziando come l’ennesimo sfogo del giornalista sembri dettato più dall’antipatia personale che da una reale analisi politica.
Dietro l’ironia di Scanzi, alcuni intravedono anche una certa nostalgia per i tempi in cui Trump definiva “Giuseppi Conte” un suo amico, durante la stagione giallorossa. O forse, come ironizzano in molti, il giornalista sta ancora cercando di dimenticare la sua “clamorosa profezia del 2017”, quando aveva definito Giorgia Meloni “irrilevante” per il futuro politico del Paese.
Alla fine, il nuovo attacco di Scanzi non sembra aver sortito l’effetto desiderato. Nessuna indignazione, nessuna spaccatura politica: solo l’ennesimo post polemico che si aggiunge a una lunga serie. La realtà è che l’apprezzamento di Trump per Meloni, pur con toni sopra le righe, è stato interpretato come un riconoscimento internazionale per la premier italiana, che gode di un crescente prestigio diplomatico anche fuori dall’Europa.
“Gli argomenti per denigrare Meloni cominciano a scarseggiare”, osservano alcuni commentatori. E se l’unica colpa della premier è quella di aver ricevuto un complimento da Donald Trump, allora la polemica di Scanzi appare davvero debole e sterile.
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