A Riyadh, Jannik Sinner travolge Novak Djokovic e conquista la finale contro Alcaraz. Poi zittisce con classe le battute sull’età del campione serbo.
A Riyadh, davanti a un pubblico entusiasta, Jannik Sinner ha riscritto la storia recente del tennis mondiale. All’edizione 2025 del Six Kings Slam, l’altoatesino ha travolto Novak Djokovic con un secco 6-4, 6-2 in appena 62 minuti di gioco. Nessuna incertezza, nessun passaggio a vuoto: il 23enne azzurro ha imposto un ritmo insostenibile, dominando al servizio e sfoggiando una sicurezza che ha lasciato senza replica il 24 volte vincitore di tornei del Grande Slam.
Il pubblico saudita ha applaudito in piedi la prestazione di Sinner, che con questo successo ha centrato la settima vittoria consecutiva contro Djokovic, accedendo così alla finale contro Carlos Alcaraz. Un dominio così netto che ha spinto il commentatore Andrew Castle a scherzare, al termine del match, con una frase destinata a diventare virale: «Devi smetterla di maltrattare gli anziani».
Come nel suo stile, la risposta di Sinner è arrivata con garbo e umiltà, confermando il carattere pacato e rispettoso che lo distingue dentro e fuori dal campo. «Djokovic è davvero un grande modello per le nuove generazioni. Vederlo competere, allenarsi e lottare per momenti come questi è incredibile. Ciò che ha ottenuto nella sua carriera è straordinario. Lo considero un vero idolo», ha dichiarato il numero uno italiano, ribaltando con eleganza la battuta ricevuta.
Nessuna ironia, nessuna provocazione: solo parole di ammirazione per un campione che, a 38 anni, continua a rappresentare un punto di riferimento per l’intero movimento tennistico mondiale. Con queste parole, Sinner ha confermato la sua maturità sportiva e la capacità di restare umile anche nei momenti di gloria.
Dall’altra parte, Djokovic ha accettato la sconfitta con grande sportività, rivolgendosi al pubblico di Riyadh: «Mi dispiace che non abbiate potuto vedere una partita più lunga, ma è colpa sua, non mia. Sembrava un treno in corsa. Colpiva da ogni angolo. Era semplicemente troppo bravo». Poi, con il consueto spirito autoironico, ha aggiunto: «Non è mai bello quando qualcuno ti fa il c**o in questo modo, ma è incredibile poter ancora giocare ad alti livelli. Mi piacerebbe scambiare un fisico più giovane, solo per un anno, per provare a vincere contro questi ragazzi».
A fine partita, Sinner ha ribadito il rispetto e l’ammirazione per il rivale serbo: «Giocare contro di lui è un grande onore e un privilegio. Sono felice per oggi, ma anche di vederlo nei tornei e di averlo intorno». Parole che raccontano più di mille gesti la maturità di un atleta che non si lascia mai trascinare dalle polemiche.
Ora l’azzurro guarda avanti, con la testa già rivolta alla finale contro Carlos Alcaraz, in programma sabato sera alle 20: «Non vedo l’ora ogni volta che ci affrontiamo. È fantastico per noi. Sarà una grande battaglia e cercherò di essere il più pronto possibile. Tutti speriamo in un grande sabato sera».
Il giovane campione altoatesino, con il suo atteggiamento misurato e il suo talento cristallino, continua a rappresentare la nuova immagine del tennis italiano: vincente, rispettoso e capace di far sognare un intero Paese.
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