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Pd allo sbando: Schlein isolata “Non sa più che pesci prendere”, la minoranza prepara la scissione

Elly Schlein sempre più sola: gelo interno, correnti in rivolta e nuova area riformista pronta a sfidarla apertamente.

Un partito spaccato e nervi a fior di pelle

Nel Pd si respira un’aria da resa dei conti. Le giornate scorrono tra battute velenose, silenzi ostili e un malcontento che serpeggia da settimane. “Come in certe famiglie dove non si parla più, ma si litiga da mattina a sera”, mormora un dirigente dem, riassumendo perfettamente il clima al Nazareno.
L’ultimo episodio di tensione è scoppiato dopo le dichiarazioni di Elly Schlein ad Amsterdam, dove la segretaria ha parlato di “libertà a rischio in Italia”. Una frase che ha fatto infuriare non solo il governo ma anche una parte consistente del suo stesso partito. La minoranza dem, sempre più insofferente, ha reagito con freddezza e imbarazzo, senza spendere una parola di solidarietà per la leader. Il silenzio è stato eloquente: isolamento totale.
Il copione si era già visto con le parole di Maurizio Landini contro Giorgia Meloni, quando Schlein si era schierata in sua difesa, scatenando l’irritazione dell’ala riformista. Allora Pina Picierno aveva gelato tutti: “Il linguaggio sessista è un ostacolo alla democrazia delle donne”. Oggi, la frattura è ancora più profonda.

A Milano nasce la corrente anti-Schlein

La minoranza ha deciso di uscire allo scoperto. Venerdì a Milano sarà presentata ufficialmente la nuova corrente dem, composta dai riformisti che non vogliono più “farsi dettare la linea da Giuseppe Conte”.
Tra i nomi più in vista ci sono Lorenzo Guerini, Pina Picierno, Giorgio Gori, Lia Quartapelle, Filippo Sensi, Simona Malpezzi e Marianna Madia, con il sostegno “silenzioso ma pesante” di Paolo Gentiloni. Tutti accomunati dall’idea che la segretaria abbia perso la bussola. “Con questa andiamo a sbattere”, aveva già profetizzato Romano Prodi, mentre Gentiloni ha rincarato la dose: “Il campo largo, così com’è, non può essere un’alternativa”.
L’area riformista ha deciso di liberarsi del “guardiano” Stefano Bonaccini, accusato di essere troppo vicino a Schlein, e ora punta a riconquistare peso politico in vista del congresso. L’obiettivo è chiaro: rompere l’asse con i Cinque Stelle e riportare il partito su posizioni europeiste e moderate.

Schlein in crisi di leadership: “Non sa più che pesci prendere”

Dietro le quinte, si parla apertamente di crisi di leadership. La segretaria sperava che le regionali d’autunno le dessero lo slancio per convocare un congresso anticipato e consolidare il suo potere. Invece, i risultati hanno gelato ogni ambizione. Ora, la prospettiva delle primarie del 2026 con Giuseppe Conte all’orizzonte mette ancora più pressione su un partito diviso, stanco e privo di direzione.
Intanto, nel campo largo cresce la diffidenza reciproca: la pentastellata Chiara Appendino invita a “allentare i rapporti con il Pd”, mentre i riformisti dem rilanciano: “Avremmo vinto anche senza di loro”.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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