Italia & Dintorni

Feltri difende Meloni: “La scuola non deve imporre teorie gender”

Il direttore editoriale di Libero difende la linea di Fratelli d’Italia: “La scuola non deve diventare un campo di battaglia ideologico”.

Feltri: “Non si può imporre un modello culturale ai ragazzi”

Con il consueto tono diretto, Vittorio Feltri interviene nel dibattito sull’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, rispondendo a una lettera del giornalista Tito e replicando ad alcune riflessioni di Carlo Verdelli, che aveva paragonato l’Italia all’Ungheria di Viktor Orbán e all’America di Donald Trump per le posizioni considerate conservatrici del governo. «Il paragone – spiega Feltri – è facile ma fuorviante, perché non tiene conto dei diversi contesti e degli obiettivi dei provvedimenti».
Secondo il direttore editoriale di Libero, l’Italia non ha ancora una normativa uniforme sull’educazione sessuale, ma la maggioranza guidata da Fratelli d’Italia «ha il merito di voler garantire il pieno rispetto della libertà educativa delle famiglie, evitando imposizioni ideologiche o indottrinamenti mascherati da percorsi didattici».
Feltri difende l’impostazione del governo: «La scuola deve restare un luogo di formazione e di conoscenza, non un’arena ideologica. Nessuno deve usare i banchi per inculcare teorie sull’identità di genere a bambini e adolescenti».

“Sì a una formazione scientifica, ma trasparente e facoltativa”

Feltri distingue tra educazione sessuale “scientifica” e progetti ideologici: «È giusto insegnare come nasce una vita, come funzionano gli organi riproduttivi, come si costruiscono relazioni sane e come si evitano le malattie sessualmente trasmissibili. Ma è ben diverso introdurre concetti che rischiano di confondere l’identità dei ragazzi».
Il giornalista sottolinea la necessità di un approccio graduale e controllato: «L’età tra gli 11 e i 13 anni è una fase fragile e delicata, in cui i giovani cercano di capire chi sono. Ogni percorso deve essere trasparente, facoltativo e accompagnato dalle famiglie. Non imposto dall’alto».
Feltri condivide pienamente la linea di Fratelli d’Italia, che prevede l’obbligo del consenso informato dei genitori per qualsiasi attività educativa di natura sessuale o affettiva: «Le famiglie devono poter conoscere i materiali didattici, gli obiettivi e i metodi utilizzati. Solo così si tutela la libertà educativa e si impedisce che la scuola diventi un laboratorio ideologico».

“Serve chiarezza, non propaganda”

Feltri invita infine alla prudenza e al confronto costruttivo: «Nei prossimi mesi il Parlamento tornerà a discutere del tema, e sarà fondamentale farlo con metodo, senza slogan o urla. È in gioco il futuro delle nuove generazioni».
Il direttore conclude con un appello alla responsabilità: «Difendere la libertà educativa non significa negare la realtà o censurare l’informazione scientifica, ma proteggere i ragazzi da un eccesso di ideologia. La scuola deve insegnare, non indottrinare».

Published by
Lorenzo Costantino

This website uses cookies.