Dopo l’ennesima prenotazione fantasma, l’Osteria La Sangiovesa annuncia una nuova regola: niente tavolo senza dati della carta. “Questione di rispetto”.
Il caso che fa discutere i social e divide i clienti
Prenotano un tavolo per venti persone e non si presentano, senza una telefonata o un messaggio di avviso. È quanto accaduto all’Osteria La Sangiovesa di Rimini, dove i titolari hanno deciso di reagire dopo l’ennesimo episodio di maleducazione che ha causato danni economici e organizzativi. L’episodio, raccontato anche dal Corriere della Sera, ha spinto i gestori a cambiare politica sulle prenotazioni: da ora in poi, chi vorrà riservare un tavolo dovrà fornire i dati della carta di credito.
“Più di 20 persone avevano prenotato alla Sangiovesa ma non si sono presentate – hanno scritto i titolari in un post su Facebook –. Nessuna telefonata, nessun messaggio. Dietro ogni tavolo c’è chi prepara con cura, chi accoglie con un sorriso, chi lavora ore per farvi sentire a casa”.
Il locale, molto frequentato nella zona, ha spiegato che la misura non nasce da diffidenza, ma da un senso di responsabilità e rispetto verso chi lavora e verso i clienti che prenotano con serietà.
La decisione: “Non per diffidenza, ma per rispetto”
Il ristorante ha chiarito che la richiesta della carta di credito non comporterà un addebito anticipato, ma servirà come garanzia in caso di “no show”, cioè quando un cliente non si presenta senza avvisare. “Quando quei tavoli restano vuoti – prosegue il post – non è solo un danno economico: è una ferita al rispetto e alla passione che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro”.
Una presa di posizione che ha subito scatenato centinaia di commenti: da chi plaude alla scelta, definendola “giusta e necessaria”, a chi la considera una misura eccessiva. “Non condivido la carta di credito – scrive un utente – perché penso alle persone anziane o a chi non ne possiede una”.
Molti ristoratori, però, hanno espresso solidarietà all’Osteria, sottolineando che episodi simili si verificano sempre più spesso e che la pratica della prenotazione con garanzia è già ampiamente diffusa in Italia e all’estero, specialmente nei locali più frequentati o con pochi coperti.
Il fenomeno dei “no show” e l’impatto sui ristoratori
Il problema delle prenotazioni fantasma non è nuovo. In tutta Italia, molti ristoranti lamentano l’abitudine di clienti che riservano un tavolo e poi non si presentano, spesso senza neanche annullare la prenotazione. Il danno non è solo economico, ma anche organizzativo: chi prenota falsamente sottrae posti ad altri clienti e costringe il personale a preparare invano.
Secondo le associazioni di categoria, il fenomeno dei “no show” è aumentato dopo la pandemia, complice l’uso massiccio delle app di prenotazione online. Sempre più locali, soprattutto nelle località turistiche, stanno quindi introducendo la pre-autorizzazione sulla carta di credito come deterrente.
L’Osteria La Sangiovesa, nel frattempo, ribadisce che la misura vuole essere “un gesto di rispetto verso chi lavora e verso chi prenota davvero per venire”. Una scelta destinata, probabilmente, a fare scuola anche in altri ristoranti della Riviera.
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