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Piantedosi avverte: “La proprietà privata non si tocca, avanti con gli sgomberi”

Il ministro dell’Interno ribadisce la linea del governo: “4mila sgomberi eseguiti, ma con attenzione ai casi di fragilità. Non si scarichi il problema sociale sui proprietari”.

“Emergenza abitativa sì, ma non a spese dei privati”

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ospite di David Parenzo nel programma L’Aria che tira su La7, ha tracciato una linea netta sul tema dell’emergenza abitativa, ribadendo che la tutela della proprietà privata resta un principio irrinunciabile.
Il disagio abitativo è un tema che impegna le amministrazioni pubbliche, che devono fare tutti gli sforzi possibili per ottemperare alle reali esigenze, ma questo non significa sopprimere la proprietà privata o sospendere provvedimenti dell’autorità giudiziaria”, ha spiegato Piantedosi.
Il ministro ha ricordato che molti sgomberi arrivano dopo “lunghi percorsi giudiziari” e che il rispetto delle sentenze non può essere messo in discussione: “Un problema sociale, pubblico, non può essere scaricato sulla proprietà privata di soggetti terzi”.

Alla domanda del conduttore sulla volontà del governo di proseguire con gli sgomberi, la risposta del titolare del Viminale è stata chiara: “Certo, sempre nel rispetto della legge e in esecuzione di provvedimenti che li richiedono. Ne abbiamo fatti circa 4mila dall’inizio del nostro mandato.”

“Welfare per i fragili, ma lo Stato deve far rispettare la legge”

Nel suo intervento, Matteo Piantedosi ha ribadito che il governo resta attento ai casi di vulnerabilità, ma senza rinunciare ai principi giuridici. “Dove ci sono casi di fragilità, è giusto che il welfare territoriale offra soluzioni alternative di sistemazione per bambini, anziani e famiglie indigenti. Ma non può essere compressa la libera proprietà privata.”
Parole che arrivano nel pieno del dibattito sull’occupazione abusiva di immobili, tema tornato al centro del confronto politico dopo le recenti dichiarazioni dell’eurodeputata Ilaria Salis, che aveva espresso posizioni di segno opposto. Le affermazioni di Piantedosi appaiono quindi anche come una risposta indiretta alle tesi più indulgenti verso le occupazioni, riaffermando il principio della legalità come fondamento dell’azione dello Stato.

“Manifestazioni raddoppiate, ma mai vietate: altro che regime”

Nel corso dell’intervista, Piantedosi ha affrontato anche il tema delle piazze e dell’ordine pubblico. Alla domanda di David Parenzo sul numero crescente di manifestazioni negli ultimi anni, il ministro ha confermato che “da quando si è insediato il governo di centrodestra, le manifestazioni si sono moltiplicate, soprattutto quelle di natura politica.”
Quasi mai, anzi praticamente mai, abbiamo vietato manifestazioni. Eppure le forze di polizia sono spesso quelle che subiscono violenze in piazza. Questo non mi sembra un bilancio da regime antidemocratico o dittatoriale, come qualcuno ha voluto indicare,” ha aggiunto.

Published by
Emanuele Larocca

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