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Cgil contro Sinner: “Chi è orgoglioso d’Italia deve pagare le tasse in patria”

Il tennista finisce al centro di un acceso dibattito. Per la Cgil chi ama l’Italia deve pagarvi le tasse, altri difendono la sua libertà di scelta.

“Orgoglioso di essere italiano”, ma non basta per tutti

La polemica su Jannik Sinner non si placa. Dopo l’intervista a Sky Sport, in cui il nuovo numero uno del mondo ha dichiarato di essere “orgoglioso di essere italiano”, in molti hanno voluto ricordargli che la sua residenza è a Montecarlo.
Per i critici, tra cui diversi esponenti della sinistra sindacale, il campione non può dirsi davvero patriota se non versa le tasse nel Paese che rappresenta con orgoglio. Dall’altra parte, però, in molti difendono la libertà del tennista, sostenendo che la scelta sia legittima e coerente con la sua vita da atleta internazionale.

Cgil contro Sinner: “Paghi le tasse in Italia se è orgoglioso”

Ad attaccare l’altoatesino è stata Barbara Tibaldi, segretaria nazionale della Fiom Cgil, intervenuta a RealPolitik:
Sinner è figlio di una cultura che in questo Paese si è costruita per colpa dell’irresponsabilità di tante famiglie e imprenditori. Per cui, se sei orgoglioso di essere italiano, partecipi al bene del tuo Paese. E sei orgoglioso di pagare le tasse in Italia”.
Una dichiarazione che ha fatto il giro dei social, scatenando un acceso dibattito politico e mediatico. Per Tibaldi, dunque, il patriottismo non può prescindere dal contributo fiscale: “Non si può sventolare la bandiera e al tempo stesso godere dei vantaggi fiscali altrove”.

Silenzi: “È libero di risiedere dove vuole, ha fatto tutto a norma di legge”

A replicare è stato Michele Silenzi di LiberiLibri, che ha difeso la libertà individuale del tennista: “Individualmente può fare ciò che vuole con i suoi soldi e con i suoi guadagni, nel momento in cui lo fa a norma di legge. E lui ha fatto tutto a norma di legge”.
Silenzi ha poi aggiunto: “Passa 120 giorni l’anno in giro per il mondo e usufruisce poco dei benefici che le sue tasse andrebbero a finanziare. È un talento che vive di sport e deve poter scegliere dove risiedere”.
Una posizione che trova l’appoggio di molti italiani, convinti che Sinner rappresenti comunque al meglio il Paese, a prescindere dal suo domicilio fiscale.

La discussione, però, sembra destinata a proseguire. Perché dietro la residenza di un tennista si nasconde una domanda più profonda: quanto conta davvero, oggi, essere “orgogliosi di essere italiani”?

Published by
Emanuele Larocca

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