Locandina con dieci relatori uomini per l’evento sui 100 anni di Medicina a Bari: violato il protocollo “No women no panel”, rettore costretto a intervenire.
Il caso della locandina senza nomi femminili
Un convegno dell’Università di Bari dedicato ai 100 anni della facoltà di Medicina ha suscitato polemiche per l’assenza totale di relatrici. L’evento, intitolato “I primi 100 anni della facoltà – scuola di medicina e chirurgia” e previsto per l’11 novembre, presentava dieci interventi, tutti maschili, in contrasto con il protocollo “No women no panel”, firmato nel 2022 da Uniba, Regione Puglia e Rai. L’accordo stabilisce il rifiuto del patrocinio ai convegni privi di presenze femminili tra i relatori. La pubblicazione della locandina ha creato imbarazzo interno e ha portato a richieste di chiarimento rivolte al rettore Roberto Belotti, chiamato a rispondere sulla mancata applicazione della norma che l’ateneo dichiara di sostenere da anni.
La replica del rettore Roberto Belotti
Il rettore Roberto Belotti ha definito la locandina un errore grafico: “È stato un refuso, già in corso di modifica. I saluti saranno portati dalla professoressa Alessandra Castegna, delegata alla ricerca in Scienze biologiche e agrarie, e anche al posto del direttore del dipartimento Sanità della Regione Puglia, Vito Montanaro, interverrà una collega”. Belotti ha precisato che l’ateneo interverrà se la revisione non verrà effettuata in tempo: “Se non verranno fatte le opportune modifiche, ritireremo il logo dell’Università di Bari. Questa è la prassi che abbiamo sempre adottato”. Il caso ha comunque riaperto il dibattito sul rispetto effettivo del protocollo interno e sulla rappresentanza di genere nei panel accademici.
Le verifiche interne e la reazione dell’ateneo
A confermare l’intervento correttivo è stata la professoressa Francesca Romana Recchia Luciani, delegata alle politiche di genere dal 2016 e futura coordinatrice del Gender Equality Plan Team: “Il panel è in corso di modifica. Aderiamo da molti anni a ‘no women no panel’ e monitorare tutto questo è il nostro compito”. La docente ha annunciato anche un nuovo strumento: una banca dati pubblica di professioniste esperte, creata per rendere impossibile sostenere che “non ci siano donne disponibili”. La professoressa ha aggiunto: “Questa questione dei panel, come al solito, è una questione di potere. Non riconoscere le competenze delle donne è un modo per tenerle fuori dalle decisioni”.
Il dibattito arriva dopo le recenti elezioni del rettore, che hanno visto candidarsi solo uomini. Belotti, insediato il 1° ottobre, ha difeso la propria squadra: “Su circa 50 delegati, una ventina sono donne. Non è un perfetto bilanciamento, ma è una percentuale molto più alta rispetto alla percentuale delle professoresse donne nell’Università”.
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