Il segretario Cgil spiazza tutti nello studio di La7: “Così giornali e tv possono parlarne di più”. Floris ironizza: “Ora è tutto chiaro”.
Scena surreale negli studi di La7 durante l’ultima puntata di DiMartedì, condotta da Giovanni Floris. Ospite del programma, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha finalmente spiegato il motivo per cui quasi tutti gli scioperi generali del sindacato vengono proclamati di venerdì.
“Si sceglie questo giorno perché garantisce un impatto mediatico più forte e consente alle persone di spostarsi facilmente per partecipare ai cortei nazionali”, ha affermato Landini, scatenando una reazione divertita in studio. Una motivazione che, più che politica o sindacale, suona come una vera e propria ammissione strategica.
Il leader della Cgil ha poi proseguito cercando di giustificare la scelta: “Tu hai il fatto che il sabato, la domenica… quel fine settimana giornali e televisioni possono parlare maggiormente dello sciopero. Se fai una manifestazione nazionale, il venerdì è la giornata che permette alle persone di spostarsi più facilmente. In alcuni casi, per chi non lavora il sabato e la domenica, questo consente anche il tempo del trasferimento. Le persone rinunciano a una giornata del proprio stipendio, ma è chiaro che bisogna fare in modo che quella giornata abbia l’effetto più efficace possibile sullo sciopero”.
Dopo questa spiegazione, Giovanni Floris ha reagito con ironia, chiudendo la questione con una battuta che ha strappato sorrisi in studio. Il conduttore si è avvicinato a Landini, gli ha stretto la mano e ha commentato: “La ringrazio, adesso abbiamo capito perché proprio il venerdì”.
Una frase che ha sancito la chiusura del siparietto, ma che ha anche evidenziato l’imbarazzo per una risposta giudicata da molti telespettatori “una supercazzola sindacale”.
La replica di Landini è arrivata dopo settimane di critiche, anche politiche, sulla consuetudine della Cgil di fissare scioperi generali e manifestazioni nazionali sempre di venerdì. Un’abitudine che, secondo il centrodestra, trasformerebbe la protesta in un “ponte lungo” più che in una reale azione di lotta.
Con la sua risposta, però, il segretario non ha fatto molto per dissipare i dubbi. Il tono e le motivazioni hanno scatenato nuove polemiche sui social, dove molti utenti hanno accusato Landini di pensare più alla visibilità che ai lavoratori stessi.
“Se lo scopo è finire in tv e sui giornali, allora non è più sindacalismo ma marketing”, ha commentato un utente.
La puntata di DiMartedì, insomma, si è trasformata in una piccola rappresentazione del rapporto ormai teso tra la Cgil e parte dell’opinione pubblica: mentre Landini rivendica il diritto alla protesta, cresce la sensazione che gli scioperi “del venerdì” servano più a catturare i riflettori che a cambiare le politiche economiche del governo.
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