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FdI affonda Conte sulla gestione Covid: “L’Italia ha affrontato la pandemia come nel 1900: era inevitabile il disastro”

La senatrice Antonella Zedda denuncia scelte opache del governo Conte II: dal ruolo dell’Oms alle fughe di notizie sul lockdown, fino alle frizioni sui no vax.

Oms, lockdown e riunioni segrete: le accuse della commissione Covid

La commissione d’inchiesta sul Covid, presieduta dal meloniano Marco Lisei, continua a riaprire uno dei capitoli più delicati della storia recente italiana: la gestione della pandemia da parte del governo guidato da Giuseppe Conte. Secondo la senatrice di Fratelli d’Italia Antonella Zedda, sta emergendo un quadro «inquietante». La parlamentare punta il dito sul ruolo dell’Organizzazione mondiale della sanità, contestando la nomina dell’osservatore Ranieri Guerra, indicato — spiega — «su richiesta di Speranza», allora ministro della Salute. Zedda sostiene che mai, in altre emergenze, l’Oms avrebbe nominato un osservatore con la stessa nazionalità del governo monitorato: una decisione che, per FdI, avrebbe compromesso l’imparzialità dell’organismo. Al centro del lavoro della commissione c’è anche il caso del ricercatore Francesco Zambon e del rapporto sul piano pandemico non aggiornato, su cui i parlamentari intendono fare piena chiarezza. Tra i documenti esaminati, riferisce Zedda, emergerebbero persino scambi in cui governo italiano e Oms discutevano «di come non offendersi a vicenda», mentre in Lombardia si registravano i primi numeri drammatici.

La fuga di notizie sul lockdown e il caos dei “positivi in fuga”

Un altro elemento esplosivo riguarda la riunione definita da Zedda «informale e segreta», nella quale sarebbe stata presa la decisione di chiudere l’Italia e introdurre il lockdown nazionale. La notizia, trapelata alla stampa prima dell’annuncio ufficiale, avrebbe innescato una fuga di cittadini dal Nord verso il Sud. «Tanti positivi asintomatici sono fuggiti dalla Lombardia per andare in vacanza al Sud», afferma Zedda, sottolineando come l’indiscrezione abbia provocato un caos difficile da contenere. La commissione sta tentando di capire se il ministero avesse effettuato verifiche interne per individuare la “gola profonda” che fece uscire la notizia. Intanto i lavori proseguono su due filoni: quello scientifico, con audizioni secretate dei membri del Cts, della Protezione civile e della task force, e quello sugli acquisti, svolto invece in seduta pubblica. L’obiettivo — precisa Zedda — è arrivare a un documento conclusivo entro fine legislatura, includendo anche capitoli ancora da affrontare come vaccini e green pass.

No vax, preparazione mancata e responsabilità politiche: la linea di Fratelli d’Italia

Zedda respinge le accuse dell’opposizione secondo cui la commissione sarebbe solo un’arma politica contro il governo Conte II. A suo avviso la scarsa preparazione dell’Italia non sarebbe frutto del caso ma di un approccio superficiale: «Chi ci governava pensava agli aperitivi», afferma, sostenendo che il Paese abbia affrontato la pandemia «come si sarebbe fatto nel 1900». La senatrice rivendica inoltre la decisione del governo Meloni di cancellare le multe ai non vaccinati, approvata nel decreto Milleproroghe. «Sono una vax — spiega — ma credo che tutte le persone vadano ascoltate». Secondo Zedda, le critiche ai no vax ricordano i pregiudizi riservati per anni alla destra italiana: «È lo stesso schema che hanno usato contro Meloni prima che dimostrasse di essere una brava presidente del Consiglio». La misura, secondo FdI, è una scelta politica condivisa dall’intera maggioranza: «Quel balzello non aveva più senso di esistere». L’obiettivo dichiarato dell’inchiesta, conclude Zedda, è «fare luce su una situazione che ci avrebbe dovuto trovare più pronti» e comprendere gli errori per evitare che il Paese si ritrovi impreparato di fronte a future emergenze.

Published by
Lorenzo Costantino

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