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Comizio di Napoli, Bertinotti fulmina la Meloni, “Mai visto un premier così”

Fausto Bertinotti critica il coro “Chi non salta comunista è” e boccia la lettura del Ventennio proposta da Roberto Vannacci.

Bertinotti contro Meloni: “Scena indecorosa per chi ricopre incarichi istituzionali”

L’intervento di Fausto Bertinotti a La7 durante In altre parole ha riacceso il dibattito politico sulla gestione della campagna elettorale del centrodestra. L’ex presidente della Camera ha criticato duramente la scena del comizio al Palapartenope di Napoli, dove Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Maurizio Lupi hanno saltellato insieme ai sostenitori intonando il coro “Chi non salta comunista è!”.
Per Bertinotti, quel comportamento è incompatibile con la funzione istituzionale: “Di fronte a questa scena, proprio anche esteticamente si fa brutta figura. Ma v’immaginate De Gasperi, Togliatti, Saragat che saltano in quel modo?”. L’ex leader di Rifondazione ha richiamato l’importanza del decoro, ricordando il gesto simbolico di Palmiro Togliatti, che chiese ai parlamentari del Pci di indossare un abito blu in aula “perché lì dentro per un democratico sei come in chiesa per un credente”.
Da qui la conclusione lapidaria: “Se non è così, vuol dire che non hai capito dove vivi e non sei in grado di muovere un processo educativo nei confronti del tuo popolo, cioè sarebbe meglio che tu ti dimettessi”.

Il caso Vannacci e la ricostruzione del Ventennio

Il secondo affondo è rivolto a Roberto Vannacci, autore di un post sui social in cui definisce la marcia su Roma “poco più di una manifestazione di piazza” e sostiene che Benito Mussolini abbia governato “nei limiti dello Statuto Albertino”. Nel testo, il generale presenta le leggi liberticide come atti formalmente regolari.
Per Bertinotti, questa narrazione produce un effetto distorto: “Noi siamo stati abituati a criticare il fascismo per le sue nefandezze. E a volte abbiamo riso dei suoi elementi caricaturali. Ma non avremmo mai potuto immaginare che il massimo della caricatura del fascista siano oggi coloro che in qualche misura rivalutino il fascismo, come Vannacci”.

“Impresentabile”: la chiusura sarcastica

Con tono ironico, Bertinotti ha concluso la sua analisi definendo autolesioniste le affermazioni del generale: “Se quelli sono i sostenitori del fascismo, ma per forza, allora la competizione è troppo facile, perché quello è autolesionista. Cioè uno che dice le cose che ha detto sulla marcia su Roma è impresentabile.”

Published by
Emanuele Larocca

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