La deputata critica l’uso dei nomi di Falcone e Borsellino e difende la separazione delle carriere in magistratura.
La deputata di Forza Italia Rita Dalla Chiesa attacca con durezza i partiti della sinistra riguardo alla campagna sul referendum per la separazione delle carriere. Secondo l’esponente azzurra, l’opposizione starebbe diffondendo “balle colossali” nel tentativo di associare il proprio fronte alle presunte posizioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. “Si aggrappano a Falcone e Borsellino sperando che la gente dica: ‘se loro erano contro…’”, afferma, definendo questa strategia “una carognata” perché “non puoi attribuire ai magistrati uccisi opinioni che non avevano”.
Dalla Chiesa si sofferma anche sul caso del procuratore Nicola Gratteri, che in televisione aveva riportato un testo falso attribuito a Falcone. La deputata giudica l’episodio gravissimo: “È grave che un magistrato come lui legga testi non verificati. Qualcuno ‘molto importante’ glielo ha proposto al telefono e lui, senza controlli, lo ha proclamato”.
Nel corso dell’intervista, Rita Dalla Chiesa richiama un episodio legato alla propria esperienza personale dopo l’omicidio del padre, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Racconta di come Falcone raccolse la sua deposizione “di suo pugno, dalle 15 alle 21, su fogli bianchi”, e di quanto fosse stato attento persino alla presenza di altre persone nella stanza, chiedendo a uno dei presenti di uscire dopo aver colto un suo momento di diffidenza.
Da qui la critica all’antimafia spettacolarizzata: per la deputata, negli anni è diventata “pubblicità”, mentre quella autentica “non urla in tv”. Elogia la presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo, definendola “bravissima, giovane, preparata”.
Sulla riforma in discussione, la deputata di Forza Italia ribadisce la propria convinzione: per lei c’è “assoluto bisogno” di separare i percorsi professionali di giudici e pm. Sostiene inoltre la necessità di responsabilizzare maggiormente i magistrati: “Giudici devono pagare quando sbagliano. Meno amicizia tra inquirenti e giudicanti”.
Alla domanda su alcuni magistrati che contrastano le politiche contro l’immigrazione clandestina, la deputata risponde affermando che “vogliono il potere”. In conclusione, prevede per il referendum un risultato netto contro il governo, ma ritiene che l’esito “si ritorcerà contro la sinistra”.
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