Secondo la stampa torinese la segretaria teme un’insidia interna mentre crescono pressioni, ospiti di peso e sondaggi sfavorevoli.
La tre giorni di confronto organizzata in Toscana sarebbe stata accolta dalla segretaria Elly Schlein con forte sospetto. Secondo quanto riportato da La Stampa, la leader dem avrebbe interpretato l’appuntamento come “una imboscata”, percependo nell’evento più un tentativo di condizionamento che un’occasione di sostegno. “Ma come, è per sostenerti e rafforzarti, mica per condizionarti”, avrebbero cercato di rassicurarla, come ricostruito da Francesca Schianchi.
Malgrado i dubbi, la segretaria ha scelto di partecipare e concludere lei stessa i lavori della domenica, forse convinta che sia meglio osservare da vicino ogni mossa dei dirigenti più attivi nelle dinamiche interne del partito.
A scuotere ulteriormente il quadro contribuisce l’intervento del sociologo Luca Ricolfi, che ha duramente criticato il partito e la stessa Schlein. Le sue parole, diventate oggetto di ampio dibattito, hanno evidenziato una distanza crescente tra la narrazione dem e la percezione di una parte dell’elettorato. L’analisi, che mette in discussione l’identità stessa della formazione, è stata ripresa con forza negli ambienti interni, alimentando tensioni già presenti.
La manifestazione toscana vede la partecipazione di figure autorevoli come Gianrico Carofiglio, impegnato in un intervento sulla comunicazione, la storica Michela Ponzani sul tema della democrazia, e l’ex magistrato Edmondo Bruti Liberati sulla giustizia. Sul fronte economico sono attesi il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e il segretario Uil Pierpaolo Bombardieri.
Accanto a loro, numerosi dirigenti dem osservano con interesse la possibilità di un grande accordo interno, capace di indirizzare le future scelte del vertice. Una prospettiva che la segretaria considera rischiosa, soprattutto in una fase in cui il controllo degli equilibri interni appare più delicato del solito.
La pressione è amplificata dai dati elettorali più recenti. Una rilevazione Noto registra un calo dell’1% per il Pd, mentre gli altri partiti risultano sostanzialmente stabili. Il trend negativo pesa sulle prospettive della segreteria, già messa alla prova dall’avvicinarsi delle regionali.
Il Veneto viene considerato ormai fuori portata, mentre in Campania e Puglia l’esito appare meno scontato rispetto alle previsioni ottimistiche di poche settimane fa. Parallelamente, cresce l’attenzione verso il Movimento 5 Stelle, con il leader Giuseppe Conte percepito come possibile rivale in grado di indebolire ulteriormente il fronte dem.
In questo scenario complesso, la convention dei dirigenti critici – tra cui Pina Picierno, Lorenzo Guerini, Giorgio Gori e Graziano Delrio – risulta paradossalmente meno pericolosa. Pur chiedendo uno spostamento più marcato verso il centro, il gruppo appare oggi meno influente rispetto alle variabili esterne che condizionano la leadership della segretaria, tra sondaggi incerti e alleanze instabili.
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