Il giornalista critica la maggioranza durante PiazzaPulita, parlando di politica basata su emozioni e diversivi più che sui fatti.
Ospite di Corrado Formigli a PiazzaPulita su La7, il giornalista Giovanni Floris ha lanciato un duro affondo contro il governo guidato da Giorgia Meloni. Nel corso della trasmissione, Floris ha sostenuto che l’esecutivo ricorra sistematicamente a espedienti narrativi per distogliere l’attenzione dai problemi reali. «Tutto è un diversivo, qualsiasi cosa succeda per loro è un diversivo», ha dichiarato, introducendo una metafora che ha subito fatto discutere.
Secondo Floris, l’attuale maggioranza sarebbe simile a «una maggioranza di surfisti» capace di cavalcare ogni tipo di onda emotiva, dalla rabbia alla solidarietà. «Devono viaggiare su un’onda… devono sempre creare un’onda, non sono nuotatori, non è che vanno da nessuna parte, stanno a galla in qualche misura», ha aggiunto, alludendo a una strategia comunicativa basata su tensioni e reazioni più che su obiettivi concreti.
Il giornalista ha poi approfondito la sua critica, sostenendo che il governo Meloni adotti una modalità d’azione in cui la politica sovrasta ogni altro principio. «Per loro i fatti sono l’ultimo problema», ha affermato. Floris ha parlato di una visione «totalmente politica, olistica dal punto di vista politico», arrivando a dire: «La politica mangia la liceità, la politica mangia l’opportunità, la politica mangia i limiti, la politica mangia i fatti».
Un giudizio pesante, che rimarca una linea di pensiero già espressa dal conduttore in altre occasioni e che mira a descrivere un esecutivo più attento alla percezione che ai contenuti dell’azione di governo.
Floris non è nuovo a valutazioni severe sull’operato della presidente del Consiglio. Nei giorni precedenti, ospite di Corrado Augias durante La Torre di Babele su La7, aveva affrontato un tema psicologico e comunicativo legato alla leadership della premier.
Commentando uno dei suoi interventi pubblici, Floris aveva affermato: «Io sono convinto che l’autoironia sottintenda una grande forza. La si può utilizzare quando si è molto forti, si è molto sicuri di se stessi». Secondo il giornalista, la mancanza di autoironia sarebbe il segnale di una leadership che si percepisce in posizione fragile. «Quando non si è sicuri di se stessi si arriva invece a prendere degli atteggiamenti di rigore, di eccesso, di radicalismo», ha dichiarato.
Un’analisi che inserisce le sue parole in un quadro più ampio di valutazioni critiche sullo stile comunicativo e decisionale del governo, oggetto di dibattito costante nel panorama televisivo e politico italiano.
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