A file picture released on 23 August 2023 of Brigade General Roberto Vannacci during his command of the Military Parachuting Brigade "Folgore" in 2016, in Pisa, Italy. Vannacci, 55, a former paratrooper commander has been replaced as head of the military geographical institute over his self-published book The World Back To Front, which slams gays, Jews, migrants, environmentalists and feminists among others, but insists he has not been removed by Defence Minister Guido Crosetto, a heavyweight in Premier Giorgia Meloni's rightwing Brothers of Italy (FdI9 party. ANSA/Fabio Muzzi
Le parole di Roberto Vannacci accendono il dibattito sull’Esercito europeo, definito un progetto che indebolirebbe la sovranità nazionale.
L’europarlamentare Roberto Vannacci ha pubblicato sui social una dura presa di posizione contro la proposta di un Esercito europeo.
Secondo il rappresentante della Lega, un progetto di questo tipo rappresenterebbe una minaccia per la sovranità nazionale.
Nel suo messaggio, Vannacci sostiene che attribuire poteri militari a Bruxelles sarebbe un passo troppo invasivo.
Ha inoltre ribadito che ogni militare giura fedeltà alla propria patria, non a un’unione sovranazionale.
Per l’europarlamentare, esiste una netta incompatibilità tra l’idea di un comando europeo e il concetto di difesa nazionale.
Il tema, già discusso nelle istituzioni, ha riacceso un confronto molto acceso sulla possibile evoluzione dell’Unione Europea.
Vannacci ha insistito sul concetto di identità nazionale, centrale nella sua analisi del progetto comunitario.
Le sue parole stanno trovando eco tra i sostenitori di una linea più tradizionale in tema di sicurezza.
La sua posizione si inserisce in un dibattito che resta complesso e tutt’altro che concluso.
Nel video diffuso online, Roberto Vannacci ha definito la proposta di un esercito comune “una farloccheria”.
Ha poi chiesto provocatoriamente chi dovrebbe comandare tale struttura: Emmanuel Macron o Friedrich Merz.
Il riferimento ai leader francesi e tedeschi mira a sottolineare il rischio di uno squilibrio decisionale.
Il parlamentare ha insistito sulla necessità di mantenere un controllo italiano sulle forze armate.
Nel video, ha adottato un tono diretto e popolare, rivolgendosi agli elettori con domande immediate e provocatorie.
Ha poi invitato a riflettere su cosa significhi davvero affidare la difesa a un comando europeo.
Secondo Vannacci, la catena di comando regolerebbe non solo le operazioni ma anche le responsabilità militari.
Il suo intervento ha generato numerose reazioni sui social, dividendo chi sostiene l’UE e chi difende la centralità nazionale.
Il tema ha assunto toni più accesi proprio a causa della forza retorica scelta dal parlamentare.
Un punto centrale del discorso di Roberto Vannacci riguarda la fedeltà dei soldati alla loro patria.
Il parlamentare ha ricordato che ogni militare giura di servire esclusivamente il proprio Paese.
Per questo motivo ritiene che un esercito europeo non sarebbe coerente con la struttura attuale delle forze armate.
Vannacci ha anche posto una domanda che ha suscitato molte reazioni: chi accetterebbe di morire per un ordine di Bruxelles.
Secondo lui, un’unione militare sovranazionale rischia di creare una distanza tra comando e soldati.
Ha quindi invitato a discutere seriamente del tema, sostenendo che non possa essere affrontato con leggerezza.
Il dibattito resta aperto e continuerà a essere al centro del confronto politico tra sovranisti ed europeisti.
Le sue dichiarazioni hanno evidenziato divergenze che probabilmente accompagneranno il percorso istituzionale nei prossimi mesi.
Il futuro della difesa europea rimane dunque un tema sensibile e largamente divisivo.
This website uses cookies.