Nell’intervista a Repubblica, Roberto Fico critica la strategia della destra nelle Regionali in Campania e ribadisce il messaggio politico arrivato dai cittadini al governo nazionale.
Nel commentare l’esito delle Regionali in Campania, il nuovo presidente Roberto Fico ha descritto la campagna elettorale come un appuntamento trasformato in scontro nazionale dal centrodestra. Nelle sue parole, la coalizione avversaria avrebbe scelto di schierare figure di primo piano del governo, incluso il vice ministro degli Esteri, esponente storico di Fratelli d’Italia, accompagnato da una lunga serie di ministri impegnati in promesse legate alle competenze dei rispettivi dicasteri.
Secondo Fico, questa impostazione avrebbe mirato a condizionare l’esito del voto, anche attraverso un linguaggio definito divisivo. “È stata la destra ad aver trasformato in appuntamento nazionale questa campagna elettorale per le Regionali. Hanno schierato un loro uomo, il vice ministro degli Esteri, esponente storico ed organico a Fratelli d’Italia, e mandato qui tutti i ministri, promettendo qualsiasi cosa con la forza dei ministeri. Hanno anche inquinato un po’ i pozzi con gli insulti. Hanno lavorato per farci perdere o per perdere poco, invece oggi noi abbiamo vinto con uno scarto importante e soprattutto con l’unione della nostra coalizione, basata su principi e programmi condivisi”.
Nell’intervista, il presidente ha sottolineato che alla fine sono stati i cittadini, con una scelta definita “netta”, a determinare l’indirizzo politico espresso dalle urne, inviando un messaggio chiaro al governo guidato dalla premier.
Nel prosieguo del colloquio, Fico invita l’esecutivo a superare le divisioni interne e le dialettiche di fazione. “Alla presidente del Consiglio e ai ministri il messaggio è di mettere da parte le fazioni. La politica non deve indossare sempre una maglia, ma lavorare per i cittadini. Spero che si abbassino i toni”, afferma.
Il presidente della Regione ribadisce inoltre che, dal giorno del suo insediamento, la priorità sarà garantire un’amministrazione equilibrata e inclusiva. “Le istituzioni – spiega ancora – vengono prima di ogni cosa e io da oggi sarò il presidente di tutti i campani, di chi ci ha votato e di chi ha votato altri. Tutti i territori contano e tutte le persone contano”. Le sue parole intendono delineare un percorso istituzionale orientato alla collaborazione, all’ascolto e alla rappresentanza uniforme dell’intero territorio regionale.
Un passaggio significativo dell’intervista riguarda il fronte dell’autonomia differenziata, tema particolarmente discusso negli ultimi mesi. Fico si oppone con fermezza al progetto, indicando come dalla Campania sia arrivato un messaggio definito “enorme”: “E poi c’è anche un altro messaggio, enorme, che arriva dalla Campania. Non vogliamo l’autonomia differenziata. Noi crediamo che l’Italia sia una, come dice la nostra Costituzione, indivisibile. Ed è questo che costruiamo da qui. Ne sono convinto e so che tante persone del Nord la pensano esattamente in questo modo”.
Secondo il presidente, l’esito elettorale confermerebbe una visione condivisa da molti cittadini, orientata a preservare la coesione del Paese e a promuovere uno sviluppo equilibrato tra territori differenti. Il dibattito, destinato a proseguire nelle sedi istituzionali, rappresenta uno dei temi centrali del nuovo corso regionale.
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