La Corte d’Appello di Torino riduce la pena a Mario Roggero, condannato per l’uccisione di Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino, dopo la rapina del 2021 nella gioielleria di Grinzane Cavour.
La vicenda risale alla notte del 28 aprile 2021, quando l’oreficeria di Mario Roggero venne assaltata da tre rapinatori. Durante la fuga, Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino furono colpiti a morte, mentre il terzo uomo, Alessandro Modica, rimase ferito. Gli aggressori, secondo la ricostruzione processuale, erano già usciti dal negozio e stavano per salire in auto con il bottino quando il gioielliere aprì il fuoco.
La Corte d’Appello di Torino ha condannato Mario Roggero a 14 anni e 9 mesi di reclusione, riducendo la pena rispetto ai 17 anni inflitti in primo grado ad Asti. Il punto centrale del processo ha riguardato il momento in cui vennero esplosi i colpi, valutato dai giudici come incompatibile con la piena configurazione della legittima difesa.
Prima della decisione, Mario Roggero ha letto una dichiarazione di 26 pagine ricostruendo quanto accaduto nell’oreficeria. “Spinelli mi punta l’arma in faccia, ero terrorizzato, ho esploso il colpo per salvarmi la vita”, ha raccontato davanti ai giudici. Ha spiegato di aver agito “senza alcuna intenzione di uccidere ma solo per non essere ucciso”, sostenendo di aver colpito Andrea Spinelli e poi Giuseppe Mazzarino in preda alla paura.
Ha aggiunto di aver sparato anche verso il terzo rapinatore, convinto che fosse armato. Nel suo intervento, il gioielliere ha rivendicato di aver agito per proteggere i propri cari: “Volevo salvare mia moglie, ho solo voluto proteggere la mia famiglia”. Dopo tre ore e mezza di camera di consiglio, la Corte ha confermato la condanna, pur riducendo la pena di oltre due anni rispetto alla prima sentenza.
All’uscita dall’aula, Mario Roggero ha commentato il verdetto, affermando: “Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza, poi vedremo cosa succederà in Cassazione”. Il gioielliere ha criticato i giudici dichiarando: “Non hanno avuto coraggio. È stata legittima difesa, se il rapinatore non avesse alzato l’arma non avrei sparato. Le vere vittime siamo noi”.
All’udienza di Torino erano presenti amici e sostenitori, convocati dallo stesso Roggero. “L’affetto in cui speravo è arrivato, tanti lavoratori sono venuti perdendo un giorno di lavoro, mi ha fatto piacere”, ha detto. L’attenzione ora si sposta sulla possibile impugnazione in Cassazione e sulle motivazioni della Corte d’Appello, attese per i prossimi mesi.
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