La novantenne Vittoria Grimaldi, volto storico di Bari Vecchia, è scomparsa lasciando il famoso vicolo delle pastaie privo della sua figura più amata.
Il ricordo della pastaia simbolo di Bari Vecchia
La notizia della morte di Vittoria Grimaldi ha attraversato Bari Vecchia con una rapidità che racconta l’affetto costruito in decenni di lavoro.
La novantenne era considerata una delle regine del vicolo Arco Basso, luogo diventato simbolo della tradizione della pasta fatta in casa.
Per anni ha venduto orecchiette e strascinati realizzati a mano, accogliendo residenti e visitatori con la sua ironia contagiosa.
Le sue interviste televisive erano ormai parte della cultura popolare della città, grazie a racconti vivaci, ricette custodite da generazioni e battute rimaste celebri.
Molti giornalisti di giornali e tv locali la incontravano durante le festività per raccogliere una testimonianza autentica del quartiere.
La donna si è spenta il 4 dicembre davanti alla sua abitazione, situata di fronte a quella di Nunzia Caputo, amica storica e una delle pastaie più conosciute del capoluogo.
Nunzia Caputo aveva portato la tradizione barese in diversi eventi internazionali, compresa la Fiera del Turismo di New York nel 2020.
Il legame tra le due donne raccontava un’intesa costruita tra tavole di legno, farina e gesti tramandati da generazioni.
La scomparsa di Vittoria Grimaldi lascia un vuoto evidente nel vicolo che frequentava ogni giorno, tra turisti incuriositi e residenti che ne conoscevano ogni sorriso.
La sua presenza era considerata un riferimento per chi voleva osservare da vicino i gesti antichi con cui si preparano le orecchiette.
Il fenomeno social che ha fatto conoscere Vittoria alle nuove generazioni
Negli ultimi anni Vittoria Grimaldi era diventata un fenomeno social, con clip delle sue interviste condivise anche da ragazzi giovanissimi.
Molti video, risalenti a oltre dieci anni fa, circolavano ancora su TikTok raccogliendo migliaia di visualizzazioni.
La sua spontaneità aveva trasformato brevi conversazioni in contenuti memorabili, spesso riproposti sotto forma di meme.
Tra le frasi più citate c’era l’espressione “pression a cindottande”, diventata un tormentone ripetuto per indicare la sua energia inesauribile.
La notizia della morte ha suscitato decine di messaggi sui social, dove utenti di ogni età hanno ricordato la sua allegria.
“Non so se avete letto, ma non c’è più, che dispiacere!”, ha scritto un ragazzo.
“Quante risate ci ha fatto fare, ciao signora degli stracinati”, ha aggiunto un’altra utente.
Il cordoglio apparso online racconta l’impatto culturale di una donna diventata simbolo della vita quotidiana del borgo antico.
Molti commenti hanno definito Vittoria Grimaldi una “diva delle orecchiette”, capace di unire tradizione, umorismo e una presenza scenica naturale.
I suoi modi dire erano considerati parte integrante della memoria collettiva del quartiere e della città.
Un vicolo che da oggi appare più silenzioso
Nel vicolo Arco Basso la scomparsa di Vittoria Grimaldi è percepita come la fine di un’epoca legata alla gestualità della pasta fresca.
Le altre pastaie hanno raccontato un affetto profondo per una donna che aveva trascorso una vita intera dietro al suo tavoliere.
I residenti hanno ricordato le sue risate e la disponibilità con cui accoglieva chiunque si fermasse ad assistere alla lavorazione delle orecchiette.
Molti passanti hanno lasciato un saluto davanti alla sua abitazione, gesto che evidenzia la riconoscenza per una tradizione difesa con orgoglio.
La strada delle pastaie sarà ora più silenziosa, mentre i gesti di Vittoria Grimaldi continueranno a vivere nei racconti di chi l’ha conosciuta e nei video che ne conservano la voce.
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