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Tatiana, sui social scoppia la bufera, interviene il cugino: “Non giudicatela, è fragile, avreste preferito che fosse morta?”

La famiglia di Tatiana, travolta da polemiche e sospetti, difende la 27enne e valuta azioni legali contro Dragos.

Le ricerche di Tatiana Tramacere e il successivo ritrovamento hanno acceso un confronto acceso intorno alla storia della 27enne di Nardò, divisa tra dubbi familiari, ricostruzioni contrastanti e attacchi social. L’attenzione cresce mentre i parenti chiedono rispetto e spiegazioni.

La versione di Tatiana e i dubbi dei familiari
Il ritrovamento di Tatiana Tramacere ha generato un’eco più forte della sua scomparsa. I parenti, che da giorni chiedono riservatezza, si sono schierati a sua difesa in un clima segnato da dure critiche rivolte alla giovane, accusata di aver inscenato volontariamente la sua sparizione. Secondo quanto riferito da persone vicine alla famiglia, i congiunti starebbero valutando una possibile denuncia nei confronti di Dragos Ioan Gheormescu, il trentenne nella cui abitazione la ragazza sarebbe rimasta nascosta per undici giorni, fino all’intervento dei carabinieri. La studentessa ha dichiarato di essersi recata volontariamente nella casa situata a breve distanza dalla propria abitazione, escludendo ogni forma di coercizione. Al momento del ritrovamento, Tatiana è stata trovata rannicchiata all’interno di un armadio e avrebbe ripetuto ai militari: «Non ho fatto niente». Suo padre, Rino Tramacere, ha raccontato che la giovane appariva visibilmente debilitata, affermando: «L’abbiamo trovata denutrita, sofferente e smagrita. Non si reggeva in piedi», pur senza escludere interrogativi su eventuali maltrattamenti. Intanto Dragos ha cambiato avvocato. Il nuovo legale dovrà analizzare gli atti prima di recarsi in procura per verificare gli sviluppi dell’indagine. Il giovane romeno aveva dichiarato pubblicamente: «Il forte sentimento reciproco tra me e Tatiana non mi ha fatto ben comprendere le conseguenze di questa nostra avventura. Ho voluto tutelare Tatiana nelle sue scelte personali di cambiare vita».

La posizione dei parenti tra interrogativi e richieste di rispetto
Nel dibattito si inserisce anche Lorenzo Tramacere, cugino della 27enne, che in un lungo post sui social ha evidenziato quanto il vissuto emotivo della ragazza possa intrecciarsi con elementi di fragilità. Le sue parole puntano a frenare giudizi affrettati, precisando: «A volte i sentimenti si intrecciano alla paura, alla dipendenza emotiva, alla confusione». Ha poi aggiunto: «Non vogliamo accusare nessuno. Stiamo solo cercando di capire. Perché ciò che conta davvero è la sicurezza di Tatiana, la sua salute, la sua verità, qualunque essa sia. E finché non la conosceremo, nessuno ha il diritto di puntare il dito, di inventare, di giudicare». La richiesta dei parenti è che la vicenda venga osservata senza pressioni esterne, affinché la giovane possa essere tutelata nella fase successiva al ritrovamento. Parallelamente, restano aperti interrogativi sulle dinamiche che hanno portato la ragazza a rifugiarsi proprio in quella casa per un periodo prolungato, interrogativi che la famiglia preferisce affrontare solo dopo aver raccolto ogni elemento utile.

L’esplosione dell’odio social contro Tatiana
Lo sfogo più duro di Lorenzo Tramacere riguarda però i commenti ostili rivolti alla 27enne, molto seguita online per le sue poesie. La giovane è stata criticata per non aver considerato la sofferenza della famiglia, che per giorni ha lanciato appelli pubblici, e per l’impegno profuso dalle forze dell’ordine durante le ricerche. Nel suo messaggio, Lorenzo denuncia il desiderio morboso di parte del pubblico di assistere a sviluppi tragici, scrivendo: «Lasciatemi essere brutalmente sincero: molti di voi avrebbero preferito un finale peggiore. Una morte, un colpo di scena, qualcosa da raccontare. Perché l’odio ha bisogno di tragedie nuove da divorare. Ma Tatiana è viva. E questo dovrebbe bastare a fermare tutto il resto».

Published by
Claudia De Napoli

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