Italia & Dintorni

La denuncia infuocata di Conte, “Così il governo aiuta i corrotti”

Il leader del Movimento 5 Stelle critica duramente l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e le istituzioni europee, denunciando priorità distorte e scelte che penalizzerebbero cittadini ed economia.

Le dure parole di Giuseppe Conte arrivano attraverso un lungo intervento pubblicato su X, in cui il presidente del Movimento 5 Stelle mette al centro due temi che considera strettamente collegati: l’avanzata della corruzione e la spinta verso il riarmo. Secondo l’ex premier, l’Italia e l’Europa avrebbero imboccato una strada che allontana risorse e attenzione dalle reali necessità del Paese.

Le accuse al governo Meloni: corruzione in crescita e leggi che indeboliscono i controlli

Nel suo intervento, Giuseppe Conte denuncia un quadro che giudica allarmante: «Insieme a quella delle armi c’è un’altra industria che va a gonfie vele: quella delle mazzette e della corruzione, che non abbassa i tentacoli sui soldi pubblici, ma dilaga e vede raddoppiare i casi, le inchieste, gli indagati, come fotografano i numeri di Libera». Secondo Conte, il governo guidato da Giorgia Meloni avrebbe aggravato la situazione smantellando strumenti di tutela giudiziaria e prevenzione: «La strada è spianata con un governo che fa a pezzi la nostra legge ‘Spazzacorrotti’, indebolisce e taglia le intercettazioni, cancella l’abuso d’ufficio, avvisa prima dell’arresto colletti bianchi, corrotti e corruttori grazie alle ‘brillanti’ leggi di Nordio, che ora vorrebbe anche rendere i politici intoccabili dalla magistratura chiedendo il ‘Si” al referendum». L’ex premier contrappone questa lettura a ciò che considera l’indifferenza della maggioranza verso le ricadute sociali: «Se vogliamo cambiare bisogna aprire gli occhi, partecipare e reagire. Non si può fare certo come Meloni, che fischietta di fronte al disastro del centrodestra in Sicilia con gli appalti truccati in sanità mentre le persone aspettano otto mesi un referto che potrebbe salvargli la vita». L’analisi punta a evidenziare una distanza crescente tra le esigenze dei cittadini e le priorità individuate dall’esecutivo, in particolare sulla gestione dei fondi pubblici e sui meccanismi di controllo della legalità.

L’attacco all’Europa e la denuncia sul riarmo accelerato

Nel secondo passaggio del suo intervento, Giuseppe Conte sposta l’attenzione sulle istituzioni europee. Per l’ex presidente del Consiglio, Bruxelles avrebbe abbandonato la prospettiva di investimento condiviso che aveva caratterizzato il periodo del Pnrr: «Le istituzioni europee – anche in queste ore – vanno avanti con programmi per rafforzare fondi e velocizzare procedure a favore dell’industria militare, per investire sempre di più e sempre più velocemente in armi». Conte aggiunge: «Soldi e velocità di intervento per il Riarmo si trovano sempre. E poi ci si chiede perché l’Europa è in crisi». Richiamando il periodo in cui il Pnrr fu approvato, l’ex premier sostiene: «L’ultima volta in cui l’Ue è stata percepita come presente, vicina alla popolazione, forte e influente anche all’esterno, è stato con fondi e investimenti del Pnrr…». La sua critica si concentra sul cambiamento di rotta che, a suo dire, privilegerebbe le politiche militari a scapito degli investimenti civili: «Ma ora hanno fatto 10 passi indietro: riarmo dei singoli Stati con la Germania a farla da padrona, soldi sottratti ad altre priorità, su cui tornano assurdi vincoli agli investimenti e austerità che distruggono le nostre economie». Per Conte, anche l’Italia avrebbe aderito a queste logiche senza adeguata opposizione.

Critiche alla maggioranza e appello alla mobilitazione

L’intervento di Giuseppe Conte si chiude con una valutazione complessiva che chiama in causa sia il governo italiano sia i vertici europei: «Se cercano le cause della debolezza dell’Europa ai nostri governanti basta guardarsi allo specchio». L’ex premier accusa l’esecutivo di aver sostenuto misure che giudica dannose: «Anche i finti patrioti di casa nostra sono andati a firmare una montagna di miliardi per il Riarmo anziché battersi per investimenti per abbassare i costi dell’energia e delle bollette, per riconvertire l’industria europea e italiana in ginocchio, con cassa integrazione che scoppia e salari reali che crollano, per portare soldi su ospedali, scuole, infrastrutture». Conte definisce questa scelta lontana dalle necessità quotidiane delle persone: «Questa è la sicurezza che manca ai cittadini». Nella parte finale, aggiunge: «Invece si corre, spende e spande solo in armi, si vola a Washington a promettere acquisti di armi e gas agli Stati Uniti mentre ci si inginocchia nella trattativa sui dazi». L’ex premier chiude con un appello politico: «Noi non ci arrendiamo a questo andazzo… Solo voltando pagina rispetto a questo delirio e rimettendo al centro le nostre economie arriveranno risposte nel segno dei veri valori dell’Europa!».

Published by
Emanuele Larocca

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