Italia & Dintorni

“Chi indossa la divisa rischia tutto”: l’analisi graffiante di Vittorio Feltri

Vittorio Feltri incoraggia un diciassettenne deciso a entrare nelle forze dell’ordine denunciando la delegittimazione culturale di chi indossa la divisa.

La denuncia di Feltri sul clima contro le forze dell’ordine

Nel suo intervento rivolto al giovane Nicola, Vittorio Feltri parte da un presupposto: in Italia chi indossa una divisa rischia non solo la vita, ma anche la carriera e la reputazione. Secondo il giornalista, viviamo in un Paese in cui viene spesso difeso chi infrange le regole, mentre gli agenti vengono esposti al giudizio pubblico come fossero colpevoli a prescindere.

La sua analisi punta il dito contro un’ideologia che, da decenni, avrebbe messo nel mirino chi tutela la sicurezza.

Feltri ricorda episodi recenti che hanno visto amministratori locali, come il sindaco di Bologna, attribuire alle forze dell’ordine la responsabilità dei danni causati durante cortei violenti.

Una lettura che, nell’argomentazione del direttore, ribalta il senso stesso dell’ordine pubblico: chi devasta non viene condannato quanto chi tenta di contenere quei comportamenti.

La riflessione consegna così un quadro in cui l’apparato dello Stato, a suo giudizio, viene eroso da una delegittimazione culturale crescente che indebolirebbe chi opera quotidianamente per la tutela dei cittadini.

Il ruolo dei giovani e la vocazione alla divisa

Rivolgendosi direttamente a Nicola, Vittorio Feltri sottolinea come, nonostante il contesto descritto, il desiderio di servire lo Stato rappresenti un segno di maturità e coraggio.

Per Feltri, la scelta di entrare nelle forze dell’ordine non può essere considerata alla stregua di un semplice impiego, ma di una vocazione che implica responsabilità e valori radicati.

Nella sua risposta, definisce questa aspirazione un giuramento morale che non si può abbandonare per timore delle conseguenze.

Feltri invita il ragazzo a non rinunciare, sostenendo che una rinuncia lascerebbe spazio a chi vorrebbe vedere istituzioni più deboli.

Il giornalista lega questo messaggio anche al rispetto mostrato dal giovane verso la storia familiare e alla volontà di reagire a un quadro percepito come ingiusto. Una prospettiva che mette al centro l’idea di un servizio reso al Paese come scelta consapevole, lontana da qualsiasi ricerca di convenienza personale.

La conclusione di Feltri sulla necessità di servire lo Stato

Nella parte finale della sua risposta, Vittorio Feltri afferma che l’Italia avrebbe bisogno di giovani determinati a difendere il Paese anche in un contesto difficile.

La sua posizione sostiene che, in una fase in cui vengono spesso valorizzati comportamenti di rottura, la presenza di figure disposte a indossare la divisa rappresenterebbe un elemento essenziale per preservare l’ordine e la sicurezza.

Secondo Feltri, chi sceglie la strada della responsabilità, anche al prezzo di affrontare giudizi e critiche, svolge un ruolo fondamentale.

Il giornalista conclude indicando che è preferibile essere contestati per aver servito lo Stato piuttosto che ricevere approvazioni prive di valore per comportamenti opportunistici. Il messaggio finale è un incoraggiamento diretto al giovane lettore, chiamato a seguire la propria aspirazione senza farsi frenare dagli ostacoli del contesto attuale.

Published by
Claudia De Napoli

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