Italia & Dintorni

Record storico dello spread a 67 punti, Meloni porta i numeri come prova di credibilità

Il differenziale Btp-Bund scende a 67 punti base, minimo dal 2008: rendimenti in calo e risparmi miliardari sul debito, mentre la maggioranza rivendica la fiducia riconquistata.

Il dato record e il ritorno sotto i livelli pre-crisi

Il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi ha toccato quota 67 punti base, segnando il livello più basso dal settembre 2008. Un traguardo che riporta lo spread ai valori precedenti alla grande crisi finanziaria globale.

Il rendimento del decennale italiano si attesta al 3,53%, contro il 2,85% del titolo tedesco, con un’ulteriore limatura rispetto alla chiusura precedente, già ferma a 68 punti. Numeri che, per i mercati finanziari, rappresentano un indicatore chiave della percezione di rischio associata al debito pubblico italiano.

Il restringimento dello spread riflette una domanda solida per i titoli di Stato e una fiducia crescente nella capacità dell’Italia di onorare i propri impegni finanziari, in un contesto europeo ancora segnato da incertezze macroeconomiche e tensioni geopolitiche.

La lettura politica e la rivendicazione del governo

Il nuovo minimo dello spread viene subito rivendicato dalla maggioranza come una conferma della linea economica dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

Il senatore di Fratelli d’Italia Giorgio Salvitti parla apertamente di “migliore risposta ai professori della catastrofe”, sostenendo che il calo del deficit e la disciplina di bilancio abbiano trovato il riconoscimento degli investitori. Secondo Salvitti, la riduzione del differenziale non è un dato isolato, ma il riflesso di misure economiche giudicate credibili dai mercati.

Una dinamica che, a suo avviso, consente allo Stato di liberare risorse, riducendo la spesa per interessi e ampliando i margini per interventi su altre voci di bilancio.

Sulla stessa linea il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, che richiama le valutazioni dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio: la serietà delle scelte economiche avrebbe permesso all’Italia di riconquistare stabilmente la fiducia dei mercati, mantenendo lo spread sotto la soglia degli 80 punti.

Risparmi sul debito e scontro con la narrazione sindacale

Sul fronte delle stime economiche, Unimpresa calcola che uno spread stabilmente inferiore ai 70 punti base potrebbe generare risparmi sul costo del debito compresi tra 6 e 7 miliardi nel 2026 e tra 9 e 10 miliardi nel 2027, per un potenziale tesoretto di 15-17 miliardi nel biennio, grazie al rifinanziamento dei titoli in scadenza a tassi più favorevoli.

Proiezioni che si sommano a quelle citate da Galeazzo Bignami, secondo cui il contenimento dello spread potrebbe tradursi in fino a 17 miliardi di interessi risparmiati nei prossimi cinque anni. Anche Maurizio Gasparri, esponente di Forza Italia, interpreta il dato come “un segnale chiaro che l’Italia è in buona salute”, contrapponendo i numeri dei mercati allo sciopero indetto da Maurizio Landini.

Secondo Gasparri, tra record di occupazione, minimo storico della disoccupazione e riduzione dello spread, il quadro economico rafforza la tesi dell’efficacia delle politiche del centrodestra, in netto contrasto con una narrazione allarmistica che non trova riscontro nei dati finanziari.

Published by
Lorenzo Costantino

This website uses cookies.