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L’Onu punta su Luigi Di Maio per un incarico chiave sul Medio Oriente, lo indica come nuovo coordinatore per la pace

Le Nazioni Unite avrebbero indicato Luigi Di Maio come primo candidato al ruolo di coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente, con il via libera anche del governo Meloni.

La proposta Onu e il possibile salto di carriera
Un nuovo incarico internazionale potrebbe presto attendere Luigi Di Maio. L’ex ministro degli Esteri e già vicepresidente del Consiglio, attualmente rappresentante speciale dell’Unione europea nel Golfo Persico, sarebbe il principale candidato per assumere il ruolo di Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente. La nomina, secondo quanto riportato, avrebbe già ottenuto il consenso di tutte le parti coinvolte, compreso il governo guidato da Giorgia Meloni. Se confermato, l’incarico rappresenterebbe un ulteriore avanzamento nella carriera diplomatica di Di Maio, che ricopre il ruolo europeo nel Golfo al suo secondo mandato, con scadenza prevista nel 2027. Il nuovo incarico lo porterebbe inoltre ad assumere automaticamente anche la qualifica di vicesegretario generale dell’Onu, entrando così nei livelli più alti dell’organizzazione internazionale.

Il ruolo dell’Unsco e il dossier Gaza
Il Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente ha il compito di coordinare tutti gli organismi e le agenzie Onu attive nell’area. In questa fase storica particolarmente complessa, il ruolo assume un peso ancora maggiore. Il coordinatore è infatti coinvolto anche nelle attività legate al piano promosso dagli Stati Uniti per Gaza, un progetto che riguarda sia la dimensione politica sia quella umanitaria, sebbene al momento resti privo di contorni definitivi. Il contesto è segnato dalle operazioni militari di Israele nella Striscia e da una crisi umanitaria che continua a destare forte preoccupazione internazionale. In questo scenario, la figura del coordinatore Onu diventa centrale nel dialogo tra le parti e nella gestione delle iniziative multilaterali.

Gerusalemme, le difficoltà del ruolo e il precedente di Sigrid Kaag
L’eventuale nomina di Luigi Di Maio comporterebbe anche il trasferimento a Gerusalemme, sede della struttura dell’Unsco. Si tratta però di un incarico considerato tra i più complessi sul piano diplomatico. Lo dimostrano anche le parole pronunciate dalla precedente coordinatrice, Sigrid Kaag, diplomatica ed ex ministra olandese, che ha lasciato l’incarico a giugno dopo sei mesi, come previsto per una gestione temporanea. «Se non c’è un processo di pace, il ruolo di coordinatore per il processo di pace va gestito in modo diverso», aveva dichiarato, ricordando che la funzione era nata con gli Accordi di Oslo, in un contesto ormai profondamente mutato. Dopo di lei, la guida dell’Unsco è stata affidata a Ramiz Alakbarov, funzionario azero dell’Onu con una lunga esperienza in missioni internazionali, tra cui Etiopia e Afghanistan. Se la nomina andrà in porto, Luigi Di Maio si troverà dunque a operare in una fase estremamente critica, con equilibri politici fragili e una pressione diplomatica costante. Le prossime settimane chiariranno se le procedure formali confermeranno ufficialmente questo nuovo incarico.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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