Dal palco di Atreju, Giorgia Meloni difende i giornalisti de La Stampa, attacca Francesca Albanese, accusa la sinistra di tollerare violenze e illegalità e rivendica consenso e libertà.
Nel suo intervento conclusivo ad Atreju, la manifestazione di Fratelli d’Italia a Roma, Giorgia Meloni dedica un passaggio netto alla solidarietà nei confronti dei giornalisti de La Stampa, dopo l’assalto vandalico alla sede del quotidiano.
«Voglio approfittare per rinnovare la mia solidarietà ai giornalisti della Stampa la cui sede è stata vandalizzata qualche settimana fa, com’era accaduto anni fa alla sede della Cgil, solo che siccome la matrice dell’assalto era un po’ diversa qui la sinistra si è scandalizzata di meno», afferma la presidente del Consiglio.
Meloni lega l’episodio anche alle parole di Francesca Albanese, definita «la nuova eroina del Pd», accusata di aver parlato dell’assalto come di «un monito».
«Il Pd sta regalando mezza cittadinanza onoraria a Francesca Albanese mentre lei partecipa ai convegni con i terroristi di Hamas», aggiunge la premier, respingendo con forza qualsiasi lettura giustificazionista degli attacchi ai giornalisti.
Nel suo discorso, Giorgia Meloni allarga l’attacco politico, sostenendo che esista un problema strutturale nella cultura della sinistra.
«Io penso che sia chiaro a tutti ormai che la sinistra ha un problema serio con il concetto di libertà», afferma. Poi elenca una serie di comportamenti che attribuisce a quell’area politica:
«Sono di sinistra quelli che giustificano l’assalto ai giornalisti che non piacciono, sono di sinistra quelli che minacciano di morte i politici avversari, sono di sinistra quelli che bruciano i fantocci in piazza, sono di sinistra i sindacalisti che per protestare scandiscono slogan ignobili contro un presidente del Consiglio donna, e sono di sinistra quelli che chiedono la censura dei libri sgraditi».
Secondo la premier, il silenzio di alcuni esponenti politici su questi episodi sarebbe ancora più grave: «Sono di sinistra soprattutto quei politici che di fronte a questi fenomeni intollerabili stanno zitti salvo poi venirti a dare le lezioni».
La parte finale dell’intervento è dedicata al tema dell’illegalità e delle occupazioni abusive. Giorgia Meloni invoca un cambio di passo:
«Vogliamo dire basta con il buonismo e il giustificazionismo che la sinistra ha stratificato per decenni verso tutte le possibili forme di illegalità».
Nel mirino finiscono in particolare i centri sociali, accusati di «organizzare un vero e proprio racket» dietro il pretesto del diritto alla casa.
La premier cita il caso di Ilaria Salis, definita «figlia di papà» e oggi europarlamentare: «Neanche adesso che guadagna più di 15 mila euro al mese ha pensato di ridare indietro i soldi che deve all’istituto delle case popolari di Milano per l’occupazione abusiva di una casa destinata alla povera gente».
La conclusione è affidata a un messaggio politico diretto: «Non funziona più, perché gli italiani lo hanno capito, gli italiani sono persone libere ed è per questo che votano per noi».
Un intervento che chiude Atreju nel segno dello scontro frontale e di una rivendicazione netta di consenso e identità politica.
This website uses cookies.