Francesca Albanese, UN Special Rapporteur on the situation of human rights in the Palestinian Territory occupied since 1967, during the event entitled Rebuild Justice at Roma Tre University, Rome, Italy, 29 November 2025. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Dopo i casi in Toscana, il ministro Giuseppe Valditara apre un nuovo fronte in Emilia-Romagna: verifiche su incontri con Francesca Albanese svolti all’insaputa di dirigenti e famiglie.
Dopo le polemiche esplose in Toscana, emergono nuovi episodi in Emilia-Romagna che spingono il ministero dell’Istruzione a valutare l’invio degli ispettori.
Al centro dell’attenzione ci sono due scuole superiori: l’Iis Mattei di San Lazzaro di Savena e il Cattaneo di Castelnuovo Monti, in provincia di Reggio Emilia.
In entrambi i casi, secondo quanto ricostruito, la relatrice speciale dell’Onu per la Palestina, Francesca Albanese, avrebbe parlato agli studenti senza che né i presidi né i genitori fossero stati preventivamente informati.
Una circostanza che ha sollevato interrogativi immediati sulla correttezza delle procedure e sul rispetto delle regole che disciplinano le attività scolastiche.
È lo stesso ministro Giuseppe Valditara a confermare l’intenzione di approfondire quanto accaduto. L’obiettivo delle ispezioni non riguarda solo le modalità organizzative, ma anche il merito degli interventi.
“Vogliamo accertare se è vero che il dirigente scolastico non era stato informato e che i genitori non erano stati coinvolti”, ha spiegato il ministro, sottolineando come diversi presidi abbiano dichiarato di essere rimasti all’oscuro delle iniziative.
Valditara ha inoltre chiarito che la scuola “democratica e costituzionale” deve garantire pluralismo e spirito critico, non propaganda.
Per questo motivo, l’indagine dovrà verificare se durante le lezioni siano stati rivolti attacchi politici al governo Meloni, se siano state utilizzate espressioni come “fascista” o “complice di genocidio” e se agli studenti sia stato rivolto l’invito a occupare le scuole, come riportato da alcuni organi di stampa.
Nel caso specifico dell’Iis Mattei, sarebbe stata una docente di italiano a promuovere un webinar con Francesca Albanese, senza informare il Consiglio di istituto e il preside Roberto Fiorini, che ha chiesto una relazione didattica sull’accaduto.
Le ispezioni serviranno ora a chiarire responsabilità e dinamiche.
“A scuola si va per imparare e crescere, senza condizionamenti e senza indottrinamento”, ha ribadito Valditara, precisando che eventuali conseguenze non saranno decise direttamente dal ministero, ma dagli uffici scolastici regionali, sulla base delle relazioni degli ispettori.
Se dovessero emergere irregolarità, potranno essere avviati procedimenti secondo le norme vigenti, riaccendendo il dibattito sul confine tra libertà di insegnamento e uso politico della scuola.
This website uses cookies.