La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova definisce “esatto” e “indiscutibile” il paragone del vicepremier italiano Matteo Salvini su una possibile escalation militare contro Mosca.
Le dichiarazioni di Matteo Salvini su una possibile guerra con la Russia hanno trovato un’eco diretta a Mosca. Il vicepremier italiano, intervenendo nel dibattito internazionale sull’escalation del conflitto e sul ruolo dell’Europa, aveva richiamato alcuni passaggi storici per sottolineare l’irrealismo di certe posizioni. “Se Hitler e Napoleone non sono riusciti a mettere in ginocchio Mosca con le loro campagne in Russia, è improbabile che Kaja Kallas, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz abbiano successo”, aveva affermato Salvini, mettendo in discussione l’idea che una pressione militare o politica occidentale possa piegare la Federazione Russa. Un’affermazione che si inserisce nella linea prudente del leader della Lega, più volte critico verso il riarmo e favorevole a una soluzione diplomatica del conflitto.
A commentare le parole di Salvini è stata Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, che sul suo canale Telegram ha espresso un giudizio netto. “Il paragone è esatto, la conclusione è indiscutibile”, ha scritto, citando direttamente il vicepremier italiano. Un intervento che rappresenta una presa di posizione ufficiale da parte della diplomazia russa e che conferma l’attenzione di Mosca verso le dichiarazioni provenienti dall’Italia. Secondo Zakharova, il riferimento storico utilizzato da Salvini rafforza l’idea che qualsiasi tentativo di piegare la Russia attraverso la forza o l’isolamento sia destinato a fallire, come già avvenuto in passato.
Le parole di Zakharova rischiano ora di alimentare nuove polemiche nel dibattito politico italiano ed europeo. Da un lato, Salvini rivendica una posizione che definisce “realista” e orientata agli interessi nazionali, sottolineando come l’Italia non sia in guerra con la Russia e debba muoversi con prudenza. Dall’altro, il plauso proveniente da Mosca potrebbe essere letto come un elemento di tensione nei rapporti con gli alleati occidentali e con l’Unione Europea, impegnata nel sostegno a Kiev. Il confronto resta aperto, mentre le dichiarazioni del vicepremier continuano a far discutere sia sul piano interno sia su quello internazionale.
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