Italia & Dintorni

“Guerra razzista”, Salis attacca l’Italia sull’immigrazione e viene sommersa dai fischi

Intervento teso di Ilaria Salis a Strasburgo: critica la linea europea sull’immigrazione, parla di “guerra razzista” e viene interrotta tra proteste e urla in Aula.

La scena in Aula e il caso esploso sui social

Con mano visibilmente tremante e una voce incerta, Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, ha preso la parola all’Europarlamento per un intervento fortemente critico nei confronti dell’esecutivo italiano e delle forze di destra presenti nelle istituzioni europee.

Un discorso che, nelle intenzioni, doveva rappresentare un attacco politico frontale alle politiche migratorie dell’Unione e che si è invece trasformato in un caso mediatico nel giro di poche ore.

Il motivo è legato alle reazioni in Aula: l’intervento della deputata è stato più volte interrotto dalle voci dei colleghi, che hanno protestato ad alta voce, rendendo difficile la prosecuzione del discorso. Le immagini del momento hanno rapidamente iniziato a circolare sui social, alimentando un dibattito acceso ben oltre i confini dell’emiciclo europeo.

Le critiche sulla linea Ue e la frase che accende lo scontro

Nel merito, Ilaria Salis ha contestato la definizione di “Paese terzo sicuro” e, più in generale, l’impostazione con cui una parte dell’Unione europea tenta di contrastare l’immigrazione irregolare.

Secondo l’europarlamentare di Avs, si tratterebbe di una strategia sbagliata, che rinuncia a valorizzare principi fondamentali come uguaglianza, libertà e apertura. Il passaggio che ha maggiormente acceso gli animi è stato quello in cui ha definito le politiche restrittive una «stupida guerra razzista».

Una formulazione che ha immediatamente provocato reazioni indignate da diversi banchi dell’Aula. Salis ha poi aggiunto che questa linea sarebbe in aperto contrasto con i valori fondativi su cui i Ventisette Paesi hanno costruito l’Unione come progetto economico e politico.

Da quel momento, le proteste si sono intensificate, con voci che hanno cercato di coprire il suo intervento, costringendo la presidenza a richiamare più volte all’ordine.

La denuncia pubblica e l’accusa ai “fascisti”

Dopo quanto accaduto in Aula, Ilaria Salis ha scelto di raccontare l’episodio anche sui social, denunciando apertamente il clima vissuto durante la seduta.

«Dopo gli schiamazzi dei fascisti, che oggi in Aula hanno provato a zittirmi con i loro stupidi buu ancora prima che potessi intervenire, sono finalmente riuscita a prendere la parola», ha scritto l’europarlamentare.

Una dichiarazione che ha ulteriormente polarizzato il dibattito, dividendo commentatori e forze politiche tra chi parla di libertà di espressione ostacolata e chi, invece, accusa Salis di aver usato toni volutamente provocatori.

L’episodio conferma come il tema dell’immigrazione continui a rappresentare uno dei fronti più esplosivi nel confronto politico europeo, capace di trasformare un intervento parlamentare in un caso mediatico di ampia risonanza.

Published by
Claudia De Napoli

This website uses cookies.