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Ue stringe sui migranti, passa la linea Meloni e FdI attacca: “Se la Salis protesta, siamo sulla strada giusta”

Il Consiglio europeo approva la lista dei Paesi sicuri e nuove procedure accelerate per asilo e rimpatri, aprendo ai centri fuori dall’Ue e scatenando lo scontro politico tra FdI e sinistra,

Via libera europeo alla lista dei Paesi sicuri e alle nuove regole su asilo e rimpatri

L’Unione europea compie un passo rilevante nell’attuazione del Patto per la migrazione e l’asilo, imprimendo una svolta alle politiche di accoglienza e rimpatrio delle persone migranti.

L’8 dicembre il Consiglio europeo ha approvato la riforma del concetto di Paese terzo sicuro, aprendo la strada alla prima lista comune europea dei Paesi di origine sicuri e a procedure di rimpatrio più rapide.

Il nuovo impianto normativo introduce criteri uniformi per valutare le richieste di protezione internazionale e prevede strumenti che puntano a ridurre i tempi di esame delle domande considerate infondate o inammissibili.

Tra le misure più discusse figura la possibilità di istituire strutture di rimpatrio al di fuori dei confini dell’Unione, i cosiddetti “return hub”, che richiamano modelli già sperimentati, come quello promosso dall’Italia in Albania.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare il controllo dei flussi migratori e rendere più efficace il sistema europeo di asilo, superando le forti asimmetrie tra Stati membri.

Lo scontro politico e l’attacco di FdI alle opposizioni

La decisione europea è stata accolta con entusiasmo da Fratelli d’Italia, che rivendica il successo come una conferma della linea sostenuta dal governo guidato da Giorgia Meloni.

Il partito ha celebrato l’approvazione con un post sui social, accompagnato da toni apertamente polemici nei confronti delle opposizioni.

Nel mirino è finita in particolare l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, che durante il dibattito in Aula aveva chiesto: “È questa la nuova maggioranza su cui si regge la commissione von der Leyen? Fateci sapere, grazie”.

La replica di FdI non si è fatta attendere: “La lista dei Paesi sicuri darà un altro duro colpo all’immigrazione clandestina. Passa la linea Meloni e, se questa è la reazione della sinistra, vuol dire che siamo sulla strada giusta”.

Una posizione ribadita anche dall’europarlamentare Stefano Cavedagna, che ha commentato: “La reazione di Ilaria Salis è la conferma che siamo sulla strada giusta”. Il confronto politico si è così spostato anche sul terreno simbolico, trasformando il voto europeo in un elemento di scontro diretto tra maggioranza e opposizione.

Reazioni e commenti non sono mancati nemmeno tra gli utenti dei social, dove alcuni interventi hanno rilanciato il confronto politico con toni duri. Tra questi, un commento ha attirato particolare attenzione: “Matteo Salvini ha affrontato il processo… ed ha vinto. Ilaria Salis è scappata dal processo. Ecco la differenza tra governo ed opposizione”. Un messaggio che evidenzia come il tema migratorio continui a polarizzare il dibattito pubblico, andando ben oltre il merito tecnico delle decisioni europee.

Le nuove procedure accelerate e il nodo dei centri di rimpatrio esterni

Il nuovo Regolamento approvato introduce un elenco comune dei Paesi di origine sicuri, che consentirà agli Stati membri di applicare procedure accelerate per l’esame delle domande di asilo provenienti da tali Paesi. In questi casi sarà possibile respingere più rapidamente le richieste ritenute “inammissibili”, riducendo i tempi di permanenza dei richiedenti sul territorio europeo. Parallelamente, il testo prevede la possibilità di designare Paesi terzi sicuri dove trasferire le persone migranti in attesa dell’esame della domanda o del rimpatrio definitivo. È in questo contesto che si inserisce l’ipotesi dei “return hub” esterni all’Unione, strutture che rappresentano una continuità con il modello Italia-Albania, successivamente bloccato dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. La riforma punta a rendere più omogeneo il sistema europeo, ma resta al centro di un acceso confronto politico e giuridico, destinato a proseguire nelle prossime fasi di attuazione normativa.

Published by
Claudia De Napoli

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