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Caso Albanese, l’attacco di Esposito apre la resa dei conti, “Estremismo incompatibile col Pd”

L’ex deputato dem Stefano Esposito difende lo sgombero di Askatasuna, respinge l’accusa di repressione e attacca il Pd per l’ambiguità su legalità, violenza e movimenti estremisti.

“Un’illegalità tollerata per decenni” per Esposito

C’è un lungo elenco di soggetti che trasversalmente hanno sempre sostenuto non solo Askatasuna in quanto centro sociale, ma la sua legittimità di occupare abusivamente e di operare nelle piazze con quei metodi”.

Così Stefano Esposito, in un’intervista rilasciata a Il Giornale, commenta lo sgombero del centro sociale Askatasuna, da anni punto di riferimento di una parte della sinistra antagonista.

Secondo Esposito, il nodo centrale non è politico ma giuridico: “Quel centro sociale da 29 anni occupa illegalmente uno spazio di proprietà della città di Torino, quindi di una proprietà pubblica”.

Un dato che, a suo giudizio, viene sistematicamente rimosso dal dibattito pubblico, sostituito da una narrazione che tende a giustificare l’occupazione in nome di presunte attività culturali.

Violenza e devastazioni, non cultura

Per l’ex parlamentare dem, parlare di repressione da parte del governo è una distorsione dei fatti.
Non capisco come si possa parlare di repressione da parte del governo di un fenomeno di illegalità”, afferma.

E aggiunge: “Non mi si dica che Askatasuna fa attività culturali perché l’attività principale è la contrapposizione violenta allo Stato, indipendentemente da chi ci fosse al governo”.

Esposito elenca una serie di episodi avvenuti negli ultimi mesi a Torino: “Negli ultimi 4 mesi Askatasuna ha devastato le O.G.R., due stazioni ferroviarie di Torino, la redazione de La Stampa, la sede della Città metropolitana di Torino e ha distrutto le auto dei dipendenti di Leonardo”.

Da qui la conclusione netta: “Dire che ci sono i fascisti al governo è una gigantesca balla propagandistica”.

L’affondo sul Pd e l’allarme antisemitismo

Nel mirino di Esposito finisce soprattutto il Partito Democratico, accusato di ambiguità e di un progressivo allontanamento dal tema della legalità.

Il Pd ha un’oggettiva difficoltà perché dal 2018 in avanti ha avuto una regressione sul tema della legalità”, sostiene, ricordando il proprio isolamento interno al partito.

Secondo l’ex deputato, l’assenza di voci critiche ha portato a “un progressivo appiattimento sulle posizioni grilline e di Avs”.

Esposito contesta anche il riflesso automatico di contrapporre Askatasuna a CasaPound, evitando di affrontare il problema specifico dell’occupazione torinese: “Per non parlare di Askatasuna, si parla di Casa Pound”.

Duro infine il giudizio sull’endorsement del Pd ai movimenti pro Pal e a figure come Francesca Albanese: “Il Pd che ho conosciuto io non ha niente a che spartire né con la Albanese né con l’estremismo Pro-Pal”.
E l’avvertimento conclusivo: “L’antisemitismo che emerge da questi movimenti è molto preoccupante ed è lontanissimo dalla cultura del Pd che ho contribuito a costruire”.

Published by
Lorenzo Costantino

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