Dopo l’arresto di Mohammad Hannoun, Graziano Delrio prende le distanze, riconosce la gravità dell’inchiesta e invita il Pd a non sottovalutare infiltrazioni legate ad Hamas nei movimenti pro Pal.
Dopo le parole di Pina Picierno, arriva un’altra presa di posizione isolata nel Partito Democratico sul caso Mohammad Hannoun.
A intervenire è Graziano Delrio, che rompe il silenzio del Nazareno e introduce una riflessione critica sul piano politico.
Intervistato da La Stampa, Delrio apre con una premessa difensiva nei confronti dei suoi compagni di partito:
“Non condivido questa chiamata in correità nei loro confronti. Quando uno fa politica incontra molte persone, partecipa a tanti eventi”.
E aggiunge: “Non hanno mai fatto mancare la loro condanna verso i terroristi di Hamas e chi invoca la distruzione di Israele”.
La linea garantista, tuttavia, non cancella il giudizio sull’inchiesta.
“Facciamo lavorare e ringraziamo i magistrati – afferma Delrio – ma mi pare che dalle indagini siano emersi elementi forti e gravi”.
Per l’ex ministro, il caso Hannoun rappresenta una conferma di un rischio già noto a livello internazionale:
“È la conferma che ci sono movimenti sotterranei da monitorare”.
Delrio ricorda come realtà analoghe, presentate con finalità umanitarie ma ritenute collegate a Hamas, siano già emerse negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Francia, Germania e Olanda.
Un quadro che, secondo l’esponente dem, impone maggiore attenzione anche in Italia.
Delrio entra poi nel merito delle implicazioni politiche:
“Non si deve sottovalutare il rischio di infiltrazioni all’interno del vasto movimento pro Pal”, sottolinea, precisando che la maggioranza dei partecipanti è animata da solidarietà genuina verso il popolo palestinese.
Ma il distinguo è netto: “Certi soggetti vanno allontanati, non devono trovare sponde a livello politico”.
E ancora: “Hamas è, per l’Europa, un’organizzazione terroristica. Serve una netta presa di distanze da parte di tutte le forze politiche, per isolare chi lo sostiene o lo giustifica”.
Nel finale, Delrio critica la deriva del dibattito pubblico:
“La ricerca continua della polarizzazione non è un bene”.
Secondo l’ex ministro, la solidarietà per Gaza è stata in alcuni casi piegata ad alimentare odio antisemita, “esattamente l’obiettivo di Hamas”.
“Piegare l’inchiesta ai propri fini politici, solo per raccogliere qualche like, è molto triste”, conclude, lasciando aperto un interrogativo sul fatto che la segreteria guidata da Elly Schlein sia disposta o meno ad ascoltare questo richiamo.
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