Roberto Vannacci attacca la proroga degli aiuti militari all’Ucraina fino al 2026, denunciando una strategia fallimentare che sottrae risorse a sanità, lavoro e sicurezza.
Mentre i negoziati di pace procedono con difficoltà, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che proroga fino al 2026 l’invio di aiuti militari all’Ucraina.
Una scelta che ha suscitato la dura reazione di Roberto Vannacci, che ha messo in discussione l’intera strategia seguita dall’esecutivo.
Secondo Vannacci, la decisione conferma una linea già vista negli ultimi anni: “Ancora armi e ancora soldi. Ma soprattutto, ancora la stessa strategia”.
Una strategia che, a suo giudizio, non ha portato risultati sul piano militare né su quello politico, lasciando aperto un conflitto che continua a produrre instabilità e conseguenze economiche per l’Europa.
Nel suo intervento, Vannacci contesta l’uso di quella che definisce una narrazione artificiale, basata su “acrobazie lessicali” per giustificare il proseguimento del sostegno militare.
“In anni di guerra ha prodotto morte, distruzione, instabilità, caro energia e declino economico europeo, senza fermare l’avanzata russa”, afferma l’europarlamentare.
Per Vannacci, continuare su questa strada significa rinunciare a una vera iniziativa diplomatica: invece di puntare con decisione sulla negoziazione, si persevera in una linea che non porta a una soluzione del conflitto.
Un altro punto centrale dell’intervento riguarda l’impatto interno delle scelte del governo.
Secondo Vannacci, “nel frattempo risorse fondamentali vengono sottratte a sanità, sicurezza, lavoro, pensioni, infrastrutture, scuola e ricerca”.
La sua posizione è netta e scandita in modo esplicito: “No a nuove armi. No a truppe italiane in Ucraina. No a fondi pubblici bruciati mentre i problemi reali restano irrisolti”.
Ora, sottolinea, “la parola passa al Parlamento”, con l’auspicio che non venga approvata la proroga decisa dal governo.
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