Manifestazione a Roma contro l’arresto di Nicolas Maduro: cori, bandiere rosse e accuse agli Stati Uniti. Presidi anche a Napoli e Milano, dura la replica di Fratelli d’Italia.
Circa duecento manifestanti si sono radunati in via Leonida Bissolati, a Roma, nei pressi dell’ambasciata degli Stati Uniti, per protestare contro l’arresto del presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, operato dall’esercito americano.
Alla mobilitazione hanno partecipato militanti e attivisti di Potere al Popolo, Usb, Rifondazione comunista e dei collettivi studenteschi Cambiare Rotta e Osa.
Poche le bandiere venezuelane visibili, molte invece quelle delle organizzazioni della sinistra radicale. Alcuni studenti hanno esposto uno striscione con la scritta:
“Liberare subito il presidente Maduro”. Al microfono, i manifestanti hanno parlato di “gravissima violazione del diritto internazionale”, denunciando non solo l’operazione militare americana ma anche quello che definiscono “il rapimento del presidente Maduro”.
Secondo gli organizzatori, l’azione degli Stati Uniti sarebbe legata al tentativo di controllare un Paese che “vuole essere libero e non sotto il dominio americano”, con un chiaro riferimento alle risorse strategiche venezuelane.
Durante la manifestazione sono stati scanditi cori come “Chavez presente, Maduro presidente”, “Giù le mani dal Venezuela” e “Yankee go”, mentre sventolavano anche bandiere palestinesi. Dal palco improvvisato, gli attivisti hanno accusato Stati Uniti e Israele di “ridisegnare il mondo con la guerra” e di agire con la “complicità dell’Occidente”.
Particolarmente dura la posizione di Giovanna Di Matteo di Potere al Popolo, che ha dichiarato: “Quello che sta accadendo è inaccettabile, Nicolas Maduro va rilasciato. Quello che sta succedendo in Venezuela è terrorismo. Il nostro governo oggi si fa complice, per noi è inaccettabile”.
Nel mirino anche il governo Meloni, accusato di non prendere le distanze dall’azione americana. Gli attivisti hanno parlato apertamente di un attacco motivato dall’interesse per petrolio, oro e terre rare, risorse di cui il Venezuela è particolarmente ricco.
Manifestazioni a sostegno della liberazione di Maduro si sono svolte anche davanti ai consolati statunitensi di Napoli e Milano.
Nel capoluogo lombardo si sono tenuti due presidi distinti: uno in largo Donegani, a sostegno del presidente venezuelano, e un altro in piazza della Scala, promosso da associazioni palestinesi.
Su quanto accaduto a Milano è intervenuto Riccardo De Corato, vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed esponente di Fratelli d’Italia, che ha attaccato duramente le iniziative.
“Il primo presidio era a sostegno del criminale Maduro, il secondo a favore del terrorista Hannoun”, ha affermato.
De Corato ha difeso l’arresto di Hannoun, definendolo “uno degli artefici dei finanziamenti ad Hamas”, e ha ribadito la linea del governo:
“L’Italia, e Milano in particolare, non sono e non potranno mai essere un covo di terroristi palestinesi. Il governo Meloni questi soggetti li contrasterà, combatterà e farà arrestare sempre, senza alcuna esitazione”.
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