A novembre 2025 il tasso di disoccupazione scende al 5,7%, il livello più basso dal 2004. Cala anche quella giovanile, mentre il governo rivendica i risultati sul lavoro.
Il mercato del lavoro italiano registra un risultato senza precedenti. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, a novembre 2025 il tasso di disoccupazione è sceso al 5,7%, con una riduzione di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Si tratta del valore più basso dall’inizio delle serie storiche, avviate nel 2004.
Ancora più significativo il dato sulla disoccupazione giovanile, che cala al 18,8%, segnando un decremento di 0,8 punti. Nel confronto mensile, la diminuzione delle persone in cerca di lavoro è stata pari al 2%, ovvero 30mila unità in meno, coinvolgendo uomini, donne e tutte le fasce d’età, ad eccezione dei 25-34enni, per i quali si registra un lieve aumento dei disoccupati.
Parallelamente, cresce il tasso di inattività, che sale al 33,5%. L’aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è pari allo 0,6%, corrispondente a 72mila persone in più, e riguarda entrambi i generi e quasi tutte le classi d’età, esclusi ancora una volta i 25-34enni, tra i quali il numero di inattivi risulta in calo.
Rispetto a novembre 2024, il quadro resta comunque positivo. Su base annua diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro, in calo del 6,7% pari a 106mila unità, sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, che scendono dello 0,3%, ovvero 35mila persone in meno.
I dati confermano una tendenza di fondo: meno disoccupati e più occupazione stabile, in un contesto che resta complesso dal punto di vista economico e internazionale. La dinamica, sottolinea l’Istat, mostra un miglioramento strutturale del mercato del lavoro, pur con criticità ancora evidenti sul fronte dell’inattività.
Sui numeri è intervenuta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha commentato i dati con toni soddisfatti. “La disoccupazione scende ai livelli più bassi mai registrati dall’inizio delle rilevazioni e, su base annua, l’occupazione continua a crescere”, ha scritto, parlando di un segnale importante per il Paese.
Secondo la premier, i risultati sono frutto “del lavoro quotidiano di imprese, lavoratori e professionisti” e di uno sforzo comune per rendere il sistema produttivo italiano più solido e competitivo. Meloni ha assicurato che il governo continuerà a sostenere chi crea lavoro e investe, rafforzando le politiche per l’occupazione.
Nel dibattito politico si inserisce anche la presa di posizione di Fratelli d’Italia, che sui social ha lanciato una stoccata al segretario della Cgil, Maurizio Landini. “Mentre la Cgil si occupa di Maduro e dell’opposizione permanente al governo Meloni, noi ci occupiamo di lavoro. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti”, è il messaggio del partito, che rivendica il ruolo dell’esecutivo nel miglioramento dei dati occupazionali.
Il calo della disoccupazione ai minimi storici diventa così uno degli argomenti centrali del confronto politico, con il governo che punta sui numeri per difendere la propria azione e l’opposizione chiamata a misurarsi con un mercato del lavoro in evidente trasformazione.
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