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Fassino accusa la Schlein: “Sull’Iran il Pd deve essere favorevole all’intervento di Trump”

Piero Fassino critica la prudenza europea e della sinistra sull’Iran, parla di timidezza politica e chiede una mobilitazione visibile a sostegno delle proteste di Teheran.

“Troppa timidezza sull’Iran”, l’affondo di Fassino

Sull’Iran, secondo Piero Fassino, l’Europa e in particolare la sinistra continuano a muoversi con un eccesso di cautela che rischia di trasformarsi in immobilismo.

Intervenendo a L’Aria che tira su La7, Fassino ha parlato apertamente di “timidezza” nel mettere in campo una mobilitazione forte e riconoscibile a sostegno degli iraniani che stanno protestando nelle strade di Teheran contro il regime.

Una prudenza che, a suo giudizio, non nasce da valutazioni umanitarie o diplomatiche, ma da un calcolo politico che finisce per frenare qualsiasi iniziativa incisiva.

Il timore politico: “Paura di avallare Trump”

Secondo Fassino, alla base di questa cautela c’è un timore ben preciso, che viene espresso senza giri di parole.

Si pensa che quanto più si sostengono questi movimenti di lotta e liberazione tanto più si può avallare, qualora avvenisse, un intervento di Trump”, ha spiegato l’ex ministro, individuando nella figura di Donald Trump il convitato di pietra che condiziona le scelte della sinistra europea.

Un ragionamento che Fassino contesta nettamente, distinguendo i piani tra il giudizio sulle azioni militari e il dovere politico di sostenere chi lotta per la libertà.

Un conto è giudicare severamente l’azione di intervento di Trump in altri Paesi perché rappresenta una violazione del diritto internazionale, ma questo non può portare a non considerare che ci sono movimenti di lotta in corso in Venezuela come in Iran a cui devi esprimere tutta la solidarietà e il sostegno necessario”, ha affermato, rivendicando una linea più chiara e meno condizionata da timori esterni.

Il riferimento a Schlein e l’attesa di una iniziativa concreta

Nel suo intervento Fassino ha chiamato in causa direttamente la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ricordando le sue parole pronunciate in un’altra trasmissione televisiva.

Schlein si era detta “favorevole” all’ipotesi di indire una manifestazione a sostegno dell’Iran, una disponibilità che Fassino considera un primo passo, ma non sufficiente.

Per l’ex ministro, il tempo delle cautele è ormai scaduto: senza una presa di posizione visibile e senza iniziative concrete, la solidarietà rischia di restare confinata alle dichiarazioni di principio, incapace di incidere realmente sul piano politico e simbolico.

Il messaggio è chiaro: sostenere apertamente chi protesta contro un regime non significa legittimare interventi militari, ma assumersi fino in fondo una responsabilità politica e morale.

Published by
Claudia De Napoli

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