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Ladro ucciso a Lonate Pozzolo, Salvini replica “Non c’è difesa più legittima di chi si difende in casa”

Il caso di Lonate Pozzolo divide l’opinione pubblica: il cugino di Adamo Massa contesta la legittima difesa, mentre Matteo Salvini difende chi reagisce a un’aggressione in casa.

Lonate Pozzolo, la morte di Adamo Massa e l’intervista del cugino

Continua a far discutere la morte di Adamo Massa, ladro 37enne di origine sinti deceduto dopo essere stato ferito durante una rapina in una villetta di Lonate Pozzolo, in provincia di Varese. La vicenda, ancora oggetto di indagini, è tornata al centro del dibattito pubblico dopo l’intervista rilasciata dal cugino dell’uomo al programma Ore 14 Sera.

L’uomo, residente nel campo rom di Corso Unione Sovietica, a Torino, ha difeso apertamente il parente, pur ammettendo che Massa stesse commettendo un reato. “La mia idea? Che non è una cosa giusta per me, non è giusto neanche il nostro lavoro ma non è giusto ammazzare”, ha dichiarato, contestando la ricostruzione della legittima difesa.

Secondo il cugino, non ci sarebbe stata violenza nei confronti del proprietario della villetta. “Non è vero che hanno picchiato il proprietario di casa, sono bugie”, ha affermato con decisione. Una versione che, tuttavia, dovrà essere verificata dagli investigatori impegnati nell’inchiesta.

La rapina, la colluttazione e la versione di Rivolta

I fatti risalgono alla sera del 14 gennaio, quando Adamo Massa e alcuni complici fanno irruzione in una villetta di via Montello, nella frazione di Sant’Antonino. All’interno dell’abitazione si trova Jonathan Maria Rivolta, 33 anni, che, insospettito dai rumori, scende al piano inferiore armato di un coltello.

Secondo quanto riferito da Rivolta agli inquirenti, una volta sorpresi i ladri si sarebbe scatenata una colluttazione. “Ho alzato istintivamente la mano in cui avevo il coltello”, ha spiegato il 33enne, sostenendo che Massa si sarebbe scagliato contro di lui.

Ferito gravemente, Massa riesce a fuggire insieme agli altri rapinatori, che lo abbandonano all’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale di Magenta. Nonostante i tentativi di soccorso, il 37enne muore a causa di una profonda ferita al pettorale sinistro.

I carabinieri della compagnia di Busto Arsizio e del Nucleo investigativo di Varese, intervenuti dopo la segnalazione di un vicino, trovano Rivolta sotto choc e ferito. All’interno della villetta vengono rinvenute evidenti tracce della colluttazione e macchie di sangue riconducibili sia al 33enne sia al ladro deceduto.

Le parole di Salvini e il dibattito sulla legittima difesa

Sul caso è intervenuto anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha espresso solidarietà al proprietario di casa. “Un abbraccio a quel ragazzo e capisco che possa essere sconvolto perché una morte è sempre una morte ed è sempre una sconfitta e non è mai un successo e non c’è niente da celebrare”, ha dichiarato.

Salvini ha poi aggiunto: “Più legittima difesa di chi viene aggredito in casa in malo modo e si difende non esiste quindi non riesco a trovare spazi per attaccare un ragazzo che ha difeso se stesso, la sua famiglia, i suoi affetti, la sua vita”.

Infine, l’affondo: “Se i rapinatori e i ladri facessero un mestiere onesto non rischierebbero di morire mentre fanno il loro sporco mestiere”. Le indagini proseguono per chiarire ogni responsabilità e accertare in modo definitivo la dinamica dei fatti.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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