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Meloni smentisce i catastrofisti, occupazione ai massimi storici, lavoro stabile e conti INPS solidi

I dati INPS certificano il tasso di occupazione più alto di sempre con il governo Meloni: oltre 24 milioni di occupati, contratti stabili in crescita e sistema previdenziale solido.

Lavoro al massimo storico con il governo Meloni

I numeri, quando sono ufficiali, non lasciano spazio alle interpretazioni ideologiche. Il XXIV Rapporto annuale INPS, presentato nella sede di Confindustria, certifica un risultato storico per l’Italia guidata da Giorgia Meloni: il tasso di occupazione ha raggiunto il 63%, il livello più alto mai registrato, con oltre 24 milioni di occupati. Un dato che segna il superamento definitivo non solo dei livelli precedenti alla pandemia, ma anche di quelli antecedenti alla crisi finanziaria del 2008 e alla doppia recessione che ne è seguita.
Non si tratta di una crescita episodica né di un rimbalzo statistico. Il rapporto INPS evidenzia come il mercato del lavoro italiano stia attraversando una fase di consolidamento strutturale, con un aumento delle ore lavorate che per la prima volta supera il picco registrato nel 2007. È un passaggio chiave che fotografa un’economia tornata a produrre occupazione reale e continuativa sotto la guida dell’esecutivo di Giorgia Meloni.

Contratti a tempo indeterminato trainano la crescita

Il dato politicamente più rilevante riguarda la qualità dell’occupazione. A trainare la crescita non sono i contratti precari, ma il lavoro stabile. Nel solo mese di settembre 2025, il saldo annualizzato delle posizioni di lavoro nel settore privato è positivo per 357mila unità. Di queste, l’89% riguarda rapporti a tempo indeterminato, pari a 319mila posizioni stabili.
Nei primi nove mesi del 2025 sono state attivate 6.162.000 assunzioni, mentre le cessazioni sono diminuite dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Crescono anche le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, con 576mila passaggi, segnale di un mercato che consolida e fidelizza. È la smentita più netta alla narrazione di chi parla di lavoro povero o di smantellamento delle tutele sotto il governo Meloni.

INPS solido e famiglie sostenute

Accanto al lavoro, i dati confermano la tenuta del sistema previdenziale. Il presidente Gabriele Fava ha definito l’INPS “solido” con numeri “solidissimi”, sottolineando come le criticità strutturali – denatalità e invecchiamento della popolazione – siano note e affrontate con politiche di sostenibilità. L’aumento dell’occupazione stabile rafforza il gettito contributivo e contribuisce all’equilibrio dei conti pubblici.
Sul fronte del welfare, nei primi undici mesi del 2025 sono stati erogati 18,1 miliardi di euro per l’assegno unico e universale, a beneficio di 6.279.392 famiglie e 9.935.828 figli. L’importo medio mensile è stato di 273 euro per famiglia, con un sostegno più consistente alle fasce di reddito più basse. Una misura strutturale che accompagna la crescita dell’occupazione e rafforza il potere d’acquisto.
Il quadro che emerge dai dati ufficiali INPS racconta un’Italia diversa da quella descritta dai toni allarmistici. Con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, il lavoro torna centrale, l’occupazione cresce in modo stabile e il sistema previdenziale regge. I numeri, in questo caso, parlano più forte di qualsiasi slogan.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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